Fai i lavori di casa o dormi poco? Lo studio dice che dipende da quando sei nato

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Le aspettative, le abitudini e le attitudini di due generazioni, oggi rispettivamente genitori e figli, messe a confronto in entrambi casi quando si hanno circa 30 anni. Sullo sfondo una società mutata in tanti piccoli aspetti

Cosa vuol dire avere 30 anni? Rispondere a questa domanda, apparentemente banale, non è così semplice perché le variabili “tra ieri e oggi” possono essere molte. Ci ha pensato l’ufficio del Labor Statistics degli Stati Uniti che ha messo a confronto i comportamenti quotidiani della Generazione X con quelli dei Millennial esaminando le abitudini di chi aveva tra i 23 e i 38 anni a inizio millennio e chi li ha ora.

Boomers oggi, rampanti nell’anno 2003

Per la Generazione X, ovvero per i nati tra il 1965 e il 1980, era normale avere figli attorno i 30 anni e essere proprietari di una casa alla quale si dedicava molto tempo, dalle pulizie alla cura del giardino fino alle ristrutturazioni. La macchina era usata moltissimo per fare qualsiasi cosa. Gli uomini lavoravano di più ma sia donne che uomini erano consumatori avidi di tv e di libri, che leggeva per circa 23 minuti al giorno. Erano però meno attenti alle attività ricreative per il benessere, come la palestra, e non c’era grande propensione alle lunghe dormite.

Millennial, il tempo e la rete oggi

Per chi è nato tra il 1981 e il 1996, la quotidianità nella stessa fascia d’età è molto diversa: internet e i social hanno cambiato il modo di concepire il tempo e di affrontare alcune incombenze. Si trascorre molto più tempo davanti al computer dal quale, senza l’uso di un’autovettura, è possibile lavorare, studiare, acquistare, svolgere operazioni bancarie, intrattenersi, parlare con amici da ogni latitudine terrestre. Si legge in media per 16 minuti al giorno, si è più attenti alla forma fisica e al benessere tanto che si dorme anche di più; la pulizia della casa non è prioritaria così come non è fondamentale che sia “per sempre”. L’indeterminatezza abbinata alle innumerevoli possibilità di cambiamento di scenario, dallo studio al lavoro, rende questo come un impegno da rimandare, assieme a quello della famiglia e del concepimento dei figli.

L’anno di riferimento per il secondo gruppo di studio è il 2019 quello antecedente all’esplosione dell’epidemia da Covid. Alla luce di quest’ultimo fattore sono però innegabili ulteriori cambiamenti che hanno sicuramente contribuito a modificare anche le abitudini della GenX: grazie alla pervasività della tecnologia e della connessione è molto più comune fare la spesa online, noleggiare macchine, prenotare qualunque cosa tramite un’app, accedere all’intrattenimento on demand.

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FONTE: U.S. Bureau Of Labor Statistics

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Laureata in lettere moderne con la passione per il digitale. Giornalista professionista dal 2010: curiosa e fantasista della comunicazione, dalla tv al web.

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