Ora anche la Spagna ha vietato le pubblicità di dolciumi e succhi di frutta per bambini in TV

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Il ministro del Consumo spagnolo ha annunciato l’adozione di misure restrittive nei confronti di spot televisivi e radiofonici

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Il ministro del Consumo spagnolo ha annunciato l’adozione di misure restrittive nei confronti di spot televisivi e radiofonici, ma anche di social media e app utilizzate dai giovanissimi

Per contrastare la piaga dell’obesità infantile, il ministro del Consumo spagnolo Alberto Garzón ha annunciato il divieto di trasmettere spot promozionali di junk food nella fascia oraria dedicata ai programmi per bambini: niente più pubblicità di cioccolata, dolciumi, succhi di frutta e gelati fra un cartone e l’altro. Ma non solo: anche le app e i siti web maggiormente utilizzati dai più giovani saranno sottoposti a questa censura. Una commissione ad hoc si occuperà di giudicare gli spot da mandare in onda e quelli da censurare basandosi sui restrittivi profili nutrizionali stilati dall’Organizzazione Mondiale della Salute. Le nuove regole andranno in vigore a partire dal prossimo anno e riguarderanno cinque categorie di prodotti che non saranno sponsorizzati ai minori:

  • Dolciumi con cioccolato, zuccheri e glasse (fra cui anche le discusse barrette energetiche);
  • Torte, biscotti e altri prodotti da forno;
  • Succhi di frutta;
  • Energy drinks;
  • Gelati.

(Leggi anche: Energy drinks, cosa rischiano i giovani che li bevono spesso)

L’OMS ha pubblicato nel 2015 un documento in cui vengono esplicitati i livelli massimi accettabili di zucchero, sale e grassi nei prodotti alimentari perché questi possano essere sponsorizzati per i bambini: per fare questo, i cibi sono stati suddivisi in 17 categorie, dai peggiori ai migliori. Le pubblicità dei prodotti alimentari non rispondenti agli standard dell’OMS saranno completamente censurate dai canali TV rivolti ai bambini, mentre appariranno più raramente rispetto ad ora negli altri canali TV e radio prima, durante e dopo le fasce orarie dedicate agli under-16; inoltre, social network e app non mostreranno più pubblicità di prodotti alimentari rivolte agli unter-16.

Il governo spagnolo spera così di combattere la piaga dell’obesità fra i più giovani: secondo uno studio del 2019 condotto dall’Agenzia Spagnola per la Sicurezza Alimentare, infatti, il 40,6% dei bambini spagnoli al di sotto dei 9 anni ha un peso superiore a quello raccomandato dai pediatri, il 23,3% è sovrappeso mentre il 17,3% è obeso. Lo studio dimostra inoltre che la maggior parte dei genitori dei bambini sovrappeso non ritiene la questione un problema da prendere in considerazione seriamente.

Le nuove norme che il ministero di Garzón intende approvare sono in linea con le raccomandazioni europee: nel suo Piano d’azione contro l’obesità infantile, la Commissione EU invita gli Stati membri a limitare la pubblicità di bevande e alimenti zuccherati rivolti a bambini e adolescenti, incoraggiando l’uso dell’autoregolamentazione attraverso codici di condotta in relazione alla pubblicità inappropriata nei programmi per bambini, per cibi e bevande ricchi di grassi, sale e zucchero. Infatti, quello dell’obesità infantile non è un problema che riguarda solo la Spagna, ma tutto il mondo: si stima che nella sola Unione Europea, un terzo dei bambini sotto i nove anni sia in sovrappeso o obeso (nel 2008 la stima era di un quarto). I bambini sovrappeso hanno maggiori possibilità di diventare adulti obesi o di soffrire di malattie del metabolismo, come il diabete; inoltre, hanno maggiori probabilità di soffrire di bullismo, problemi di autostima, depressione e scarso rendimento scolastico.

Fra i paesi europei che hanno già messo in campo provvedimenti per arginare il fenomeno dell’obesità giovanile ricordiamo Norvegia, Portogallo e Regno Unito: qui il governo di Boris Johnson ha imposto il divieto di pubblicità televisiva per cibi ricchi di grassi, sale e zucchero prima delle nove di sera, e ha fatto eliminare gli stand con patatine e dolciumi dalle casse dei supermercati.

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Fonte: El Pais

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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