Occhio al vostro Indice di massa corporea, anche un lieve sovrappeso può aggravare il Covid

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Non solo chi è obeso, ma anche i soggetti in leggero sovrappeso sono maggiormente esposti alle forme più gravi dell'infezione da SARS-CoV-2. Lo rivela un nuovo studio pubblicato su The Lancet.

Già da tempo sappiamo che l’obesità può rappresentare un fattore di rischio per il Covid-19, ma un nuovo studio scientifico ha rivelato che anche chi è in leggero sovrappeso è maggiormente esposto alle forme più gravi dell’infezione da SARS-CoV-2. Un motivo in più per tenere sotto controllo il nostro indice di massa corporea. La recente ricerca, condotta dai ricercatori dell’Università di Oxford nel Regno Unito, è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista The Lancet. Si tratta del primo studio sul campo che esamina nel dettaglio la correlazione tra l’Indice di massa corporea e le conseguenze del Covid.

In realtà, un Indice di massa corporea (Bmi) ideale è quello compreso tra 19 e 25, ma i risultati del nuovo studio dimostrano che, per ogni punto oltre la soglia dei 23, il rischio di finire in ospedale a causa di complicazioni legate al Covid aumenta del 5%.

“Anche un piccolo aumento del BMI superiore a 23 kg/m 2 è un fattore di rischio per l’insorgere di forme più gravi da SARS-CoV-2. Le persone con eccesso di peso, anche in assenza di altre patologie, corrono un rischio sostanzialmente maggiore di ricovero in ospedale e in terapia intensiva e di decesso a causa del Covid-19, specialmente per i giovani adulti (di età compresa tra i 20 ei 39 anni) e le persone di colore. L’eccesso di peso è un fattore di rischio modificabile e le strategie di contrasto al sovrappeso e all’obesità e quelle preventive a lungo termine potrebbero aiutare a ridurre la gravità della malattia”.

I dettagli dello studio 

Per approfondire la correlazione tra sovrappeso e l’insorgenza di complicazioni da Covid-19, i ricercatori hanno analizzato circa sette milioni di cartelle cliniche anonime di persone che vivono in Inghilterra. Nello specifico, si sono concentrati su 13.503 pazienti Covid-19 che sono stati ricoverati in ospedale i tra il 24 gennaio e il 30 aprile 2020. Dal monitoraggio condotto dagli scienziati dell’Università di Oxford è emerso che il peso è determinante per il livello di gravità dell’infezione da Covid-19. Dall’altro lato, è stato scoperto anche che i soggetti sottopeso – quindi con un Bmi inferiore a 18,5 – hanno avuto complicazioni legate alla malattia. 

I ricercatori hanno anche osservato che i pazienti appartenenti alla comunità nera tende a sviluppare più facilmente complicazioni legate al Covid.

“Abbiamo trovato un’interazione significativa tra BMI ed etnia auto-dichiarata, per il ricovero ospedaliero e la morte a causa del Covid-19.” – spiegano gli studiosi – I pazienti neri sono più a rischio ricovero e a rischio decesso per via del Covid. Invece, non abbiamo trovato differenze legate al sesso dei soggetti.”

In precedenza diversi studi avevano confermato che i soggetti obesi rischiano di sviluppare più facilmente forme gravi di infezioni da SARS-CoV-2, ma questa nuova ricerca rivela che anche un eccesso di peso modesto può essere determinante. E secondo i ricercatori britannici, sarebbe quindi più opportuno vaccinare prima i soggetti più giovani obesi e in sovrappeso. 

Fonte: The Lancet

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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