Energy drinks, cosa rischiano i giovani che li bevono spesso

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Malgrado i danni che provocano alla salute, gli energy drinks sono ancora fra le bevande più consumate da giovani e giovanissimi

Malgrado i danni che provocano alla salute, gli energy drinks sono ancora fra le bevande più consumate da giovani e giovanissimi, e la loro vendita sta assistendo a impennate mai registrate finora

Il consumo dei cosiddetti energy drinks è aumentato notevolmente, passando dai 60 milioni di litri consumati nel 2000 agli oltre 130 milioni di oggi. Sono soprattutto i più giovani i maggiori consumatori di queste bevande, durante l’allenamento o per avere una carica in più quando sono alle prese con lo studio. Il “turbo” provocato da queste bevande dai colori e dai sapori più diversi è dato dalle massicce dosi di caffeina, taurina e zuccheri che queste contengono, in grado di stimolare il sistema nervoso centrale. Ma i medici avvertono: il consumo di queste bevande è da evitarsi, se si ha davvero a cuore la propria salute.

Solo qualche mese fa è balzato alle cronache il caso di un 21enne inglese che ha sviluppato una grave insufficienza cardiaca dopo aver assunto 2 litri di bevande energetiche al giorno per due anni: dopo un ricovero di 58 giorni, il giovane ha dovuto sottoporsi a ulteriori sei mesi di cure prima di tornare finalmente a condurre una vita normale (QUI potete leggere la sua storia). Questo caso emblematico è la dimostrazione lampante che gli energy drinks sono tutt’altro che salutari, ma che provocano invece gravi danni al nostro organismo

(Leggi anche: Energy drink: berne anche uno solo ha effetti devastanti sul corpo. Lo studio)

Energy drinks: cosa sono?

Non c’è una definizione univoca sotto cui raggruppare la vasta galassia degli energy drinks (ED), tuttavia vi sono alcune caratteristiche che li accomunano tutti: si tratta di bevande artificiali, estremamente dolcificate, analcoliche ma ricche di caffeina (una sola lattina può arrivare a contenerne fino a 80 mg) ed altre sostanze stimolanti – come taurina, ginseng, L-carnitina e guaranà. Le ED non sono pensate solo per appagare il palato, ma anche e soprattutto per aumentare i nostri livelli di energia, le nostre performance e la resistenza agli sforzi fisici.

Queste bevande sono spesso rivolte ad un pubblico giovane, fatto di persone dinamiche, sportive e di studenti universitari, e promettono di aumentare le prestazioni energetiche, garantendo inoltre adeguati livelli di idratazione e di elettroliti al nostro organismo. Se gli atleti ne fanno abuso per migliorare la loro resa nello sport, gli studenti le bevono frequentemente nei periodi di forte stress per allontanare il bisogno fisiologico di dormire – per esempio in preparazione a un test o a un esame.

(Leggi anche: Energy Drink: cosa si nasconde dietro le bevande energetiche?)

Energy drinks: i rischi per la salute

Se assunte con frequenza per un lungo periodo di tempo, gli ED possono danneggiare gravemente la nostra salute. L’alto contenuto di caffeina, per esempio, può avere effetti fortemente diuretici che possono provocare perdita di liquidi e disidratazione; inoltre, all’assunzione della sostanza può fare seguito una vera e propria intossicazione con conseguenti nausea, vomito, palpitazioni, pressione alta, e convulsioni. Il consumo eccessivo di ginseng, invece, può provocare sanguinamento vaginale, diarrea e forte mal di testa. Esiste inoltre un filone della letteratura scientifica (ancora in fase embrionale) che prova a mettere in relazione il consumo di ED e l’inizio della dipendenza da sostanze come tabacco e alcool.

Gli zuccheri contenuti negli ED favoriscono la predisposizione a sovrappeso, obesità, erosione dentaria e carie, diabete insulino-resistente – con conseguenze quindi anche permanenti. L’eccesso di sostanze stimolanti, invece, va a danno del cervello e del cuore (in questo caso, la risposta dell’organismo varia molto da soggetto a soggetto): fra i sintomi indesiderati si annoverano come tachicardia, ipertensione, capogiri, insonnia e difficoltà a prendere sonno, ma anche instabilità dell’umore e disturbi del comportamento. Non è rara, infine, lo sviluppo di una vera e propria “sindrome da astinenza” se si smette di assumere queste bevande.

Energy drinks: consigli per un consumo consapevole

Cosa fare quindi di queste bevande? L’ideale, per scongiurare gravi impatti sulla propria salute, sarebbe smettere del tutto di acquistarle e consumarle. Se proprio ci fanno gola e non riusciamo a farne a meno, è auspicabile limitare al minimo il loro consumo – come, del resto, suggeriscono anche le etichette delle stesse bevande attraverso le diciture consumare moderatamente, si consiglia di limitarne il consumo ecc. Gli ED sono assolutamente sconsigliati nei bambini, nelle donne in gravidanza e nei soggetti affetti da patologie quali malattie cardiovascolari, ipertensione, sovrappeso e obesità. Infine è bene ricordare di non associare mai il consumo di ED all’assunzione di alcool, tabacco, farmaci o sostanze che agiscono sul sistema nervoso centrale o che hanno effetti neurologici.

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Fonti: GreenMe / Unione Nazionale Consumatori

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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