Morto il bimbo di 10 anni rimasto intrappolato per quattro giorni in un pozzo profondo 35 metri in Vietnam

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Immane tragedia in Vietnam: è stato dichiarato morto il bimbo di 10 anni rimasto intrappolato in una cavità profonda e strettissima. Per 4 giorni i soccorritori hanno lavorato senza sosta per provare a salvarlo. Un dramma che riporta alla mente la vicenda Vermicino del 1981, che ha sconvolto l'Italia

Dal Vietnam arriva una notizia che non avremmo mai voluto dare. Non ce l’ha fatta il bambino di 10 anni, che il giorno di Capodanno era finito accidentalmente all’interno di un pilastro di cemento vuoto, in un cantiere edile della Provincia di Dong Thap. Il piccolo Thai Ly Hao Nam era caduto nella cavità stretta appena 25 centimetri e profonda ben 35 metri mentre era intento a cercare rottami di metallo.

La sua vicenda ha tenuto tutto il Paese col fiato sospeso per ben 4 giorni, ma ieri le speranze di salvarlo si sono spente definitivamente. Nel pomeriggio le autorità hanno comunicato la notizia della sua morte.

“Avevamo dato la priorità al salvataggio del ragazzino. Tuttavia, le condizioni indicano che è impossibile che sia sopravvissuto” ha dichiarato Doan Tan Buu,  spiegando che Thai Ly aveva riportato diverse ferite e l’ossigeno nel pilastro era insufficiente per la sua sopravvivenza lì dentro per oltre tre giorni.

Per quasi 100 ore i soccorritori hanno lavorato senza sosta per tentare di portare in salvo il bambino; hanno provato anche a calare un tubo metallico di 19 metri per cercare di rimuovere il fango e sollevare Thai Ly ed è stato pompato anche ossigeno nel pilastro per aiutarlo a respirare.

Subito dopo essere scivolato dentro, il bimbo ha gridato disperatamente, ma già lunedì le squadre di emergenza non sono più riuscite a sentirela sua voce. Molto probabilmente le ferite riportate a causa dalle caduta e la mancanza d’aria si sono rivelate fatali per lui.

Il giorno successivo le autorità vietnamite hanno mobilitato anche centinaia di soldati ed esperti di ingegneria per provare ad estrarlo, ma gli sforzi purtroppi sono rivelati vani. Adesso i soccoritori stanno continuando a lavorare per recuperare il corpo da restituire alla sua famiglia sconvolta dalla tragedia, che per tanti aspetti ricorda quella del nostro Alfredino Rampi.

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Fonti: LÍNH QUÂN KHU 9/Nhân Dân/AFP

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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