Unicorno, la storia e le leggende sull’animale mitologico più amato

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Gli unicorni non passano mai di moda, la sua figura misteriosa e ambivalente piace a tutti ed è una fonte inesauribile di ispirazione.

Non conservare così l'avocado: è pericoloso

La sua figura misteriosa e ambivalente è una fonte inesauribile di ispirazione, arrivando a simboleggiare dalla libertà e il potere alla tenerezza. 

Gli unicorni non passano mai di moda. Nonostante quest’antica creatura mitologica nel corso della storia abbia mutato la sua simbologia, si mantiene ancora nella nostra iconografia. Infatti, oggi la figura mitica dell’unicorno è presente nella letteratura fantastica, nei cartoni animati, nel cinema, nel mondo dei giocattoli, nei nostri vestiti e perfino le start up, le minoranze sessuali e le relazioni poliamorose si sono appropriate del suo simbolismo.

Il suo nome proviene dal latino unicornis, che deriva a sua volta dal prefisso uni e dal sostantivo cornu, “un solo corno”. A differenza dell’immaginario comune, l’unicorno non sempre è stato considerato un’animale mitologico. Già dai tempi antichi si parlava di un animale di enormi dimensioni e con un corno sulla fronte, e i greci lo menzionavano come un essere reale ma esotico, poiché credevano vivesse in India.

Il corno dell’unicorno, rimedio universale

©Andrea Izzotti/Shutterstock

Se l’unicorno è stato venerato, il suo corno ancora di più. Infatti era considerato un bene molto prezioso e un dono comune per re e regine (i quali credevano realmente nella loro esistenza) poiché considerato una panacea. Gli venivano attribuite infatti proprietà curative e magiche ed era ritenuto come l’antidoto perfetto per il trattamento degli avvelenamenti.

Secondo un’antica leggenda “una volta un serpente andò a un abbeveratoio e avvelenò l’acqua, ma poi apparve un unicorno, immerse il suo corno nell’acqua e la purificò per il bene di tutti gli animali”. Anche se era un animale dai grandi poteri magici e avrebbe potuto fare tutto ciò che desiderava, questo mito ci dimostra come il suo unico volere fosse fare del bene e proteggere tutte le specie.

L’origine dell’unicorno

©Ironika/Shutterstock

L’unicorno è uno dei miti più antichi e affascinanti della storia. Diverse sono le teorie riguardo l’origine di questo leggendario personaggio, ecco alcune di queste:

Rinoceronti o unicorni?

Quando i greci, i romani e i macedoni visitarono l’India, scambiarono i rinoceronti per unicorni. Così scrive lo storico Ctesia nel V secolo a.C. “in India ci sono degli asini selvatici grandi come cavalli o forse di più; le loro teste sono rosso scuro e gli occhi sono blu scuro. Hanno un corno sulla fronte lungo quasi mezzo metro”. Cinquecento anni dopo, anche Plinio il Vecchio ne ammette l’esistenza. Entrambi descrivono una combinazione tra il rinoceronte bianco visto nelle campagne indiane e il narvalo dei mari del Nord.

La furbizia dei Vichinghi e la sfortuna del narvalo 

Grazie alla credenza diffusa degli unicorni, i nordici ne approfittarono per vendere ai nobili zanne di narvalo come se fossero corni di questo animale mitologico. Nel corso dei secoli, la credenza dei poteri curativi dei corni cresceva sempre di più e la nobiltà pagava grosse somme di denaro per polveri, bicchieri e posate realizzate con le “corna di unicorno” utilizzate poi per proteggersi dall’avvelenamento poiché si credeva che i manici delle posate di questo materiale si annerissero al contatto con sostanze pericolose nel cibo.  Così l’astuzia dei Vichinghi aiutò la leggenda degli unicorni a diventare ancora più grande. (LEGGI anche: Questo narvalo rimasto ‘orfano’ è stato adottato dai beluga (VIDEO))

Il capriolo-unicorno di Prato

Vi ricordate che nel 2008 un capriolo-unicorno commosse l’Italia? Il giovane esemplare maschio, che al posto delle corna biforcate possedeva un unico corno al centro della fronte, si era presentato nel Centro di Scienze Naturali di Prato, in Toscana. Si ritiene che la scoperta di questo animale possa essere accaduta più volte nella storia, ed è per questo che gli uomini di quel tempo avrebbero potuto confondere il suo avvistamento con l’origine degli unicorni.

“… l’unicorno, in quanto specie, non esiste in natura, ma può essere unicamente e raramente un fenomeno di anomalia morfologica come quello nato al Centro di Scienze Naturali”, scrisse all’epoca in un comunicato il centro.

L’unicorno siberiano

Elasmoterio

©Mercury Green/Shutterstock

Nelle praterie dell’Eurasia, un animale di notevoli dimensioni con un corno prominente sulla fronte potrebbe aver dato origine al mito degli unicorni. Parliamo dell’elasmoterio, una specie estinta di rinoceronte, conosciuta anche come “l’unicorno siberiano”.

Si credeva che questo grande mammifero fosse scomparso 200.000 anni fa, ma un studio, pubblicato sulla rivista Nature Ecology and Evolution, indica come questo antico rinoceronte gigante e peloso dell’era glaciale, sia sopravvissuto fino ad almeno 39.000 anni fa e che la sua scomparsa potrebbe essere collegata alla riduzione delle praterie e della steppa in cui viveva a causa di al cambiamento climatico. Lo studio quindi ha aperto alla possibilità che questo animale abbia potuto avere contatti con gli esseri umani, generando così l’ipotesi che abbia avuto origine con lui il mito degli unicorni.

La simbologia nell’attualità dell’unicorno

L’unicorno, l’animale nazionale della Scozia

©Jaroslav Moravcik/Shutterstock

Grazie ai valori che rappresenta – come nobiltà, orgoglio, coraggio, libertà e purezza – l’unicorno è l’animale nazionale della Scozia. Si ritiene sia stato usato per la prima volta nello stemma della Scozia durante il regno di Guglielmo I, nel XII secolo. In molte rappresentazioni scozzesi, l’animale appare incatenato, probabilmente per simboleggiare il potere dei re scozzesi, talmente potenti da essere in grado di catturare e addomesticare questa bestia selvaggia.

Le aziende unicorno

Anche il mondo aziendale si è appropriato della sua simbologia, infatti, specialmente tra le startup, si sente sempre più parlare del “Club degli unicorni”, ovvero aziende innovative che hanno raggiunto in un breve periodo una valutazione di mercato di almeno un miliardo di dollari. Alcuni esempi attuali sono Glovo e TikTok, ma sono state aziende unicorno anche Google, Apple e Facebook. Queste startup unicorno sono presenti principalmente negli Stati Uniti e in Cina, mentre In Italia non ci sono.

Il genere (come l’unicorno) è immaginario

Anche i membri della comunità LGBT si sentono identificati con alcuni dei valori che gli unicorni rappresentano. Non a caso è molto comune vedere quest’animale disegnato negli striscioni di molte manifestazioni accanto allo slogan “il genere è immaginario” o “scegli l’amore”).

Poliamore e unicorni

Quando pensiamo a questi esseri mitologici li immaginiamo perfetti e magici, incapaci di esistere in questa realtà e per questo motivo, quando qualcosa è troppo bella per essere vera, si dice che sia un unicorno. Anche nel campo sessuale l’unicorno è diventato popolare, gli “unicorni” sono persone difficili da trovare capaci di formare un trio con una coppia precedentemente formata, cercando principalmente il piacere sessuale.

Gli unicorni, animali lontanissimi dall’estinzione

Ormai l’immagine dell’unicorno ci accompagna ovunque. Piacciono a tutti: bambini, bambine, adulti e anziani. Sebbene già dalla età vittoriana l’unicorno sia stato inserito nella letteratura infantile, fu negli anni Ottanta che i personaggi giocattolo di My Little Pony, tra cui degli unicorni, contribuirono a rendere immensamente popolari queste creature mitologiche tra i più piccoli.

https://www.instagram.com/p/CKi-n3EBoGH/

Unicorni nella letteratura

Anche nella letteratura l’unicorno è molto presente. Ad esempio, nella saga “Harry Potter e la Pietra Filosofale” si nomina la presenza di un unicorno nella foresta proibita, il cui sangue rende immortali tutti coloro che lo bevono, oppure nel romanzo fantasy scritto da Peter S. Beagle “L’ultimo unicorno” in cui ha invece il potere di mantenere rigogliosa un’intera foresta e di riportare in vita chi è morto da poco tempo. Oltre a questi, appaiono anche nel libro “La fine del mondo e il paese delle meraviglie” di Haruki Murakami, così come in tanti altri.

L’unicorno online

La sua popolarità è anche digitale. L’hashtag #unicorn conta con più di 14 milioni di pubblicazioni su Instagram e 34 milioni di visualizzazioni su TikTok. Diversi specialisti di marketing, concordano nell’affermare che la popolarità dell’unicorno sia dovuta alla sua immagine leggendaria: mistero, magia, bellezza e autonomia. Lo “spirito libero” con cui i millennial si identificano e i suoi colori luminosi hanno generato una nuova moda nel trucco, nell’abbigliamento e nello styling.

E per finire, seguendo questo tutorial potreste realizzare una bella borsa unicorno, per trasportare la spesa o quello che desiderate allo stile magico e colorato degli unicorni:

Nonostante sia passato tantissimo tempo da quando questo fantastico animale mitologico sia stato descritto per la prima volta, è incredibile come ancora oggi la sua presenza sia molto viva. Sicuramente la sua estinzione non è una preoccupazione immediata.

Ti potrebbe interessare anche:

 

 

 

 

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Comunicatrice sociale specializzata in giornalismo ambientale e terzo settore, un master in Comunicazione Ambientale e uno in Innovazione Sociale. In greenMe ha trovato il suo habitat ideale.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook