piatti bicchieri plastica

A partire dal 1° maggio anche i bicchieri di plastica e i piatti monouso entreranno a fare parte del circuito della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica. Resteranno invece esclusi da essa piatti e bicchieri durevoli non usa-e-getta, anche se in plastica. La decisione è stata comunicata ufficialmente da parte del Comitato di Coordinamento ANCI-CONAI. Dall'inizio di questo mese, dunque, anche questi eclatanti esempi della cultura usa-e-getta potranno essere differenziati al fine del riciclo dei materiali che li costituiscono e verranno allo scopo conferiti al Consorzio Corepla.

Attenzione: le posate di plastica, di frequente fedeli compagne dei piatti e dei bicchieri monouso sulla tavola, al momento non potranno essere destinate alla raccolta della plastica e dovranno dunque continuare ad essere gettate nel sacco nel cassonetto dell'indifferenziata. L'estensione della raccolta differenziata allarga in maniera piuttosto considerevole la quantità di rifiuti destinata ad essere recuperata. Le cifre ammontano a circa 140 mila tonnellate all'anno.

In modo che piatti e bicchieri non vadano a compromettere la raccolta della plastica in atto, prima di essere destinati all'apposito sacco per la raccolta, dovranno essere privati di ogni residuo solido e liquido e ripuliti perfettamente (meglio se con l'aiuto di una spugnetta, ma senza eccessivi sprechi di acqua). Tale operazione renderà più igieniche ed agevoli le fasi di separazione delle materie plastiche da avviare correttamente al riciclo. A tale proposito, ANCI richiede la collaborazione di tutti i cittadini, che con il loro buon operato potranno rendere virtuoso il proprio Comune di appartenenza sul fronte della differenziazione dei rifiuti e della loro raccolta.

Secondo Roberto De Santis, presidente di Conai: "La decisione di Conai, resa operativa dal Comitato di coordinamento ANCI/CONAI, viene incontro alla esigenza di agevolare i compiti dei cittadini e si inquadra nella politica di incentivare la raccolta differenziata urbana secondo elevati standard qualitativi". È comunque necessario ricordare che, nell'ottica di voler ridurre la quantità dei rifiuti prodotti quotidianamente dalle nostre famiglie e in modo da non appesantire eccessivamente il sistema di raccolta e separazione dei rifiuti, l'impiego di dispositivi usa-e-getta, compresi piatti e posate, dovrebbe essere limitato a situazioni di emergenza o di estrema necessità, e non di certo diventare abituale.

È comunque da considerarsi positivo il fatto che l'attuale sistema di recupero dei rifiuti stia compiendo dei passi avanti nel recupero di quelle che vengono denominate "plastiche miste". Mentre i singoli tipi di plastica possono essere facilmente riciclati, le plastiche miste, dalle quali piatti e bicchieri monouso sono costituiti, devono subire dei precisi processi di separazione, al fine del corretto smaltimento. Tra le aziende che già si occupano di tale aspetto, vi è la toscana Revet, che sta concretizzando dei progetti di recupero delle plastiche eterogenee per la produzione di nuovi oggetti a partire dai rifiuti, tra cui pannelli fonoassorbenti e complementi d'arredo.

Marta Albè

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