zoo buenos aires

Lo zoo di Buenos Aires chiude dopo 140 anni. Ora 2500 animali saranno liberi dalle gabbie e vivranno nelle riserve naturali dell’Argentina, dove troveranno un habitat davvero adatto alla propria specie.

Lo zoo si trasformerà in un parco ecologico interattivo entro la fine di quest’anno. Circa 50 animali tra i più anziani o con difficoltà rimarranno al suo interno, ma non saranno più messi in mostra per i visitatori. Saranno seguiti da esperti che si occuperanno della loro riabilitazione e che li salveranno dal traffico illegale.

Questo zoo per molto tempo ha rappresentato l’attrazione turistica più popolare della città, ma ora la situazione sta cambiando e la struttura ha ricevuto forti pressioni soprattutto perché, ad esempio, ospitava orsi polari in una zona dal clima molto caldo.

L’ultimo orso polare che si trovava nello zoo morì alcuni anni fa a causa delle condizioni di vita inadeguate e delle temperature elevate. Numerosi attivisti si sono impegnati per portare lo zoo alla chiusura sostenendo che la cosa più importante è spezzare il modello della cattività e fare in modo che gli animali vivano sempre liberi.

Horacio Larreta, sindaco di Buenos Aires, ha spiegato che 2500 animali dello zoo verranno gradualmente trasferiti in riserve naturali che potranno fornire loro un ambiente adeguato per continuare a vivere. Nel frattempo lo zoo diventerà un eco-parco per proteggere gli animali e un progetto educativo; non sarà più un'attrazione turistica. La città di Buenos Aires farà ciò che gli abitanti hanno richiesto: proteggere gli animali, non tenerli prigionieri.

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“Questa situazione di cattività è degradante per gli animali, non è il modo di prendersi cura di loro” ha dichiarato il sindaco parlando della chiusura dello zoo. Alcune specie di uccelli che ora si trovano nello zoo vivranno nella Riserva Ecologica di Buenos Aires.

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Tra i 50 animali che rimarranno nello zoo quando sarà trasformato in Parco Ecologico troviamo Sandra, un orango che due anni fa ha fatto parlare di sé a livello internazionale quando un tribunale lo ha ritenuto meritevole di diritti come ‘persona non umana’. Si tratta di un ibrido tra un orango del Borneo e un orango di Sumatra che non riesce a socializzare con gli altri animali. Dunque rimarrà nel parco ecologico in cui si trasformerà lo zoo, vivendo in una situazione protetta.

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Ora la speranza è che altri zoo del mondo che rappresentano delle mere attrazioni turistiche decidano di chiudere al pubblico e di diventare delle zone di reale tutela degli animali che non possono più tornare a vivere nel loro habitat naturale.

Marta Albè

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