quinto conto fotovoltaico

Quinto conto energia. Oggi pomeriggio potrebbe essere la volta buona, o cattiva in base ai punti di vista. In queste ore infatti sarà presentato al Ministero dello Sviluppo Economico il decreto sulle rinnovabili insieme al Quinto conto energia che disciplinerà gli incentivi per il fotovoltaico all'indomani della fine del precedente sistema, il Quarto conto energia, entrato in vigore meno di un anno fa.

Ma non per tutti lo snellimento dei tempi di attesa è stato un vantaggio, a giudicare da quello che il nuovo decreto potrebbe introdurre. Massimo Sapienza, presidente di Asso Energie Future, teme infatti che le associazioni possano trovarsi inermi di fronte al "fatto compiuto".

E attraverso una nota ha fatto sapere: "Il governo sta andando al rush finale sul Quinto conto energia, presenterà oggi pomeriggio il decreto interministeriale che, a giudicare dalle bozze circolate finora, potrebbe aprire la strada a un ulteriore colpo contro il fotovoltaico, tagliando le gambe anche ai pannelli installati sui tetti delle famiglie".

I timori sono più che fondati. Diciamo pure che quella dei tagli al fotovoltaico è ormai una certezza, confermata più volte dallo stesso Ministro dell'Ambiente Clini, secondo cui sarà favorito l'autoconsumo domestico e si punterà all'innovazione, ma tagliando di gran lunga la fetta di investimenti da destinare al fotovoltaico. E oggi il Ministro ha confermato che verranno presentati i risultati di “un lavoro molto complicato per la rimodulazione e conferma degli incentivi per le energie rinnovabili".

"La revisione del conto energia è prevista dal decreto del 2011 e, come è noto, deve portare a una riduzione degli incentivi tenendo conto dei prezzi attuali dei moduli fotovoltaici e dell'esigenza di non superare il limite stabilito di 7 miliardi l'anno" ha fatto sapere Clini in una nota.

Riepilogando, stando alle parole del Ministro, gli incentivi dovranno riguardare gli impianti di piccole dimensioni per l'autoconsumo domestico e industriale, "favorendo l'integrazione del solare con l'efficienza energetica e sostenendo l'innovazione tecnologica". Inoltre, secondo Clini "gli incentivi dovranno sostenere gli investimenti nelle zone industriali dismesse, per avviare una nuova industrializzazione sostenibile in aree strategiche per il nostro sviluppo". E Sapienza aveva già fatto sentire la propria voce denunciando la potenziale perdita di 25mila posti di lavoro, qualora il settore fotovoltaico non fosse stato tutelato.

In particolare, non è piaciuto a Sapienza il fatto che il governo stia discutendo del decreto senza tener conto delle associazioni: "Aspettiamo di vedere il decreto prima di dare un giudizio nel merito. Ma il metodo è evidentemente sbagliato: si tratta di un decreto fatto 'in solitaria' senza mai condividere il testo con le associazioni delle rinnovabili che l'hanno ripetutamente richiesto. Un sistema che non può funzionare" attacca Sapienza. "L'unico operatore che sembra essere coinvolto nel processo decisionale, secondo notizie stampa non smentite, sarebbe Enel, dai cui computer risulterebbero essere transitate alcune delle bozze in circolazione finora".

E si attende anche la manifestazione del 18 aprile, quando le associazioni si incontreranno davanti a Montecitorio "per chiedere trasparenza, rispetto delle norme europee per le rinnovabili e per il clima".

In ogni caso, il mistero del Quinto conto energia, tra qualche ora potrebbe essere svelato. Ma siamo davvero sicuri di voler sapere cosa nasconde?

Francesca Mancuso

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