perugia vivai

Lo scorso fine settimana (22 – 23 settembre) a Perugia nella suggestiva cornice dei giardini del frontone si è tenuta l'edizione estiva della manifestazione Perugia flower show (in maggio si era tenuta l'edizione primaverile) mostra mercato di piante rare ed inconsuete e vivaismo, giunta quest'anno alla quinta edizione .

Gli espositori provenienti da diverse zone d'Italia hanno spaziato in numerosi settori del giardinaggio e del vivaismo; erano infatti in mostra erbe officinali ed aromatiche, piante grasse, rose, ortensie, ellebori, camelie, peonie, tillandsie, bulbi da fiore, sementi, agrumi, piante da frutto erbacee perenni, orchidee, ecc

Numerose sono state anche le particolarità botaniche presenti, dalle varietà di peperoncini (suddivise in base al grado di piccantezza), al cranberries (pianta appartenente alla famiglia delle ericaceae ed al genere Vaccinium, lo stesso del mirtillo, della quale si conoscono 5 specie, tipica degli Stati Uniti e del Canada, e scarsamente diffusa nel nostro paese) alla Stevia rebaudiana (pianta originaria del sud America in particolare Brasile e Parguay appartenente alla famiglia delle asteracee, conosciuta per l'elevato potere dolcificante che la caratterizza), frutti antichi ( presentati dal vivaio Maioli Enzo di Salvaterra nel comune di Casalgrandein provincia di Reggio Emilia che possiede ben 1200 varietà di frutti antichi e di vite ), la catambra (appartenente alla famiglia delle bignoniaceae la cui elevata presenza in catalpolo ne garantisce un' elevato potere repellente nei confronti delle zanzare), alle varietà di olivo anche da tavola ( dalla taggiasca alla Sant' Agostino varietà diffusa in provincia di Bari nel comune di Andria ed in provincia di Foggia).

crunberries perugia

Oltre agli espositori del settore botanico erano presenti stand enogastronomici (prodotti della val Nerina e della val Camonica), creazioni di gioielli a tema floreale, complementi d'arredo, serre ed arredamento da giardino, saponi, creme per il corpo, cioccolato, ecc..

mele perugia

La manifestazione è stata arricchita da eventi collaterali: corsi di giardinaggio amatoriale per bambini e adulti, corsi maggiormente specialistici (coltivazione della rosa,coltivazione e manutenzione di piante aromatiche, la coltivazione di frutti particolari quali il cranberries, tutto sui frutti antichi, ecc).

In questa edizione un piccolo spazio è stato dedicato ad un momento di incontro con la scienza, un caffè scientifico dal titolo "quale energia per il nostro futuro", organizzato da Hera.

A parlare di energia sono stati il Professor Luca Gammaitoni docente di fisica e ricercatore presso l'omonima facoltà dell' Università degli Studi di Perugia che nella sua attività di ricerca si occupa proprio di energia e Silvia Bencivelli, giornalista scientifica.

La peculiarità dell'energia come spiegato dal Prof. Gammaitoni è l'essere prodotta in un unico posto e trasportata dove serve risolvendo il problema dei trasporti e permettendo di resistere ad attacchi e guasti.

Spesso però la risorsa energia viene male utilizzata come dimostrano i piccoli accorgimenti ai quali non viene posta attenzione (luci tenute accese ,finestre non chiuse, ecc) e le scarsa attenzione a livello progettuale degli edifici.

Su suggerimento del pubblico è stato affrontato il tema delle nano tecnologie, campo di studi del Professore il cui lavoro è quello di progettare micro generatori di energia per sostituire le batterie, prendere le vibrazioni e trasformarle in energia elettrica.

Sempre su spunto del pubblico si è cercato di focalizzare l'attenzione sull'energia "pulita" e meno costosa e sui modi per ottenerla, arrivando alla conclusone che solo investendo in ricerca scientifica ciò sarà possibile

Un esempio concreto è quello della possibilità di ridurre l'energia dei computer (il cui consumo assomma al 5 % dell'energia complessiva) ma anche la risoluzione di altre problematiche legate sempreall'utilizzo dei computer portatili (surriscaldamento) tema che ha portato a domandarsi se sia possibile ridurre la trasformazione dell'energia in calore.

L'obbiettivo può essere raggiunto in toto ma l'importante è come già sottolineato proseguire con la ricerca applicata (scientifica e tecnologica) e trasformarla in dispositivi.

Anche l'efficienza del fotovoltaico ( o la scarsità di quest'ultimo, date le percentuali attorno al 10%) ha permesso di parlare dell'importanza dell'energia, efficienza che potrà raggiungere il 40 – 50 % a patto di uno studio di tecniche diverse, innovative, che insieme a numerosi altri esempi cambieranno il mercato dell'energia.

Da ciò è possibile dedurre che a discapito di tutto anche in momenti particolari come l'attuale la ricerca scientifica e con essa i ricercatori, veri suoi interpreti, ci permetteranno di uscire dalla crisi.

Purtroppo però la ricerca in Italia si scontra con alcuni annosi problemi, il saldo negativo tra i ricercatori che lasciano il paese e quelli che entrano dovuto a motivi economici (stipendi più bassi che non in altre nazioni) e non solo, i fondi troppo scarsi investiti in ricerca che non permettono una progettualità a lungo termine come invece è stato per nazioni maggiormente lungimiranti (vedasi, solo per fare un esempio gli Stati Uniti e il progetto "man on the moon" la cui progettualità è stata di numerosi anni) elementi che fanno preferire altri paesi al nostro.

Si è parlato anche del rapporto energia/crescita della popolazione mondiale e ci si è chiesti se visto che l'energia è riuscita a stare al passo con la veloce crescita della popolazione mondiale (un miliardo ogni dodici anni) sarà in grado di farlo anche nei prossimi dodici anni (quando la popolazione arriverà a toccare la cifra di otto miliardi) ma ancor più se riuscirà a soddisfare i nostri sempre maggiori utilizzi che di essa vengono fatti.

La risposta a questo quesito, che è stata un po' il filo conduttore del dibattito è che l'energia ha tenuto il passo della crescita ed anzi lo ha superato in quanto il suo consumo è stato più che proporzionale al grado di sviluppo, e che si riuscirà a tenere il passo con la crescita solo investendo in ricerca scientifica, in quanto lo "sviluppo è il prodotto della ricerca scientifica".

Foto e testi: Domenico Aloia

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