La Danimarca non ha approvato la legge per abbattere i suoi 17milioni di visoni, dopo la scoperta del Covid mutato

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Il governo danese non ha approvato la legislazione di emergenza che avrebbe consentito l’uccisione di tutti i visoni, per via dei focolai di Sars-CoV2. Qualche giorno fa, la prima ministra Mette Frederiksen aveva annunciato un abbattimento di massa perché il virus è mutato nei visoni ed è stato trasmesso all’uomo, ma l’opposizione ha avuto la meglio.

Facciamo un po’ di chiarezza. La prima ministra in un post su Facebook aveva annunciato che tutti i visoni degli allevamenti danesi, ovvero 17milioni, essendo il paese il primo produttore al mondo, sarebbero stati abbattuti. Un annuncio precipitoso perché senza una legge ad hoc, le autorità non possono avere accesso agli allevamenti di visoni in maniera preventiva. In poche parole,
affinché le autorità abbiano il lascia passare per uccidere tutti gli animali, la malattia deve essere trovata tra i visoni o ci devono essere dei focolai. Non ci può essere una strage in via del tutto preventiva, anche se questi animali adesso vengono considerati un rischio anche per l’efficacia di un futuro vaccino, proprio perché il virus è mutato.

L’opposizione ha votato contro la misura d’urgenza sostenendo che “ci sono grossi dubbi sul fatto che questo abbattimento sia adeguatamente fondato su basi scientifiche”, ha detto Jakob Ellemann-Jensen, il leader del più grande partito di opposizione danese, Venstre. “Allo stesso tempo il governo sta minando il sostentamento di un gran numero di persone senza avere effettivamente i diritti legali per farlo”.

Come dicevamo, infatti, l’ordine di abbattimento senza una legge ad hoc è illegale. In questo momento, secondo i leader dell’opposizione, l’agenzia di sanità pubblica danese, lo Statens Serum Institut (SSI), non ha trovato prove del ceppo mutato per più di un mese di fila, mentre un certo numero di esperti danesi e internazionali si chiedono ancora se la mutazione sia pericolosa.

In Svezia, sono scoppiati dei focolai in 10 allevamenti di visoni, ma non esiste un conteggio ufficiale di quanti stabilimenti ci siano, ma non si prevede comunque un abbattimento di massa perché comunque gli animali saranno uccisi in tempi brevi per la loro pelliccia.

abbattimento visoni

@JOHN CHRISTENSEN

abbattimento visoni

@JOHN CHRISTENSEN

“Questo è un settore di cui potremmo tranquillamente fara meno, visto il rischio di compromettere un vaccino. Dovremmo chiudere gli allevamenti di visoni. Gli animali malati non vengono curati, il che è un altro problema di benessere”, ha detto Benny Andersson, CEO dell’organizzazione svedese per i diritti degli animali, Djurens Rätt.

Negli allevamenti della Polonia e della Finlandia non ci sono focolai, nei Paesi Bassi la produzione terminerà definitivamente quest’anno.  L’Oms ha inserito anche l’Italia nella lista dei Paesi in cui è stata rilevata la presenza del coronavirus Sars-CoV-2 in allevamenti di visoni. Dopo le segnalazioni della Lav, che aveva sollevato il problema di casi registrati già da Agosto, si “scopre” che sì, il Covid dei visoni c’è anche qui. Nel frattempo, gli allevamenti sono rimasti aperti e nessuno sembra essersi particolarmente preoccupato per la questione.

Anche negli Stati Uniti, i Centers for Disease Control and Prevention spiegano che ci sono focolai in 11 allevamenti e l’American Veterinary Medical Association dice che almeno 8mila visoni sono morti di infezione da Sars-CoV-2 nelle fattorie dello Utah. E quasi 3400 in una fattoria nel Wisconsin.

Fonti: Berlingske/The Guardian

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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