#PolarBearDay: gli orsi polari rischiano di scomparire a causa della crisi climatica

Oggi, 27 febbraio, si celebra il Polar Bear Day, la giornata internazionale dedicata agli orsi polari, uno degli animali più colpiti dalla crisi climatica.

L’orso polare (Ursus maritimus) è da sempre considerato il re dell’Artico ed è tristemente diventato il simbolo dei cambiamenti climatici, poiché è così dipendente dal ghiaccio da fungere da indicatore precoce degli effetti del riscaldamento globale.

Gli orsi polari si affidano infatti al ghiaccio marino per cacciare, spostarsi, riprodursi e costruire le loro tane, ma a causa del riscaldamento globale e del conseguente scioglimento dei ghiacciai, è sempre più difficile per loro sopravvivere.

Un recente studio pubblicato su Ecological Applications ha fatto il punto sulla tragica situazione degli orsi polari. La popolazione degli orsi nella baia di Hudson, in Canada, si è ridotta del 30% tra il 1987 e ul 2017 e potrebbe ulteriormente ridursi del 30% entro il 2050.

I ricercatori hanno monitorato nel tempo 352 orsi polari, scoprendo che proprio a causa dello scioglimento dei ghiacciai stanno diventando più magri, hanno meno cuccioli e la popolazione è in pericoloso declino e prossima all’estinzione.

Tra il 2009 e il 2015, a causa della diminuzione del ghiaccio, gli orsi hanno trascorso in media 30 giorni in più sulla terraferma rispetto al periodo che va dal 1991 al 1997.
Passare più tempo sulla terra si traduce in minori possibilità di caccia e, di conseguenza, in denutrizione: dei 352 orsi analizzati, nemmeno 50 avevano peso adeguato.
L’eccessiva magrezza influenza diversi aspetti della vita degli orsi, tra cui la loro salute generale e la capacità riproduttiva.
Inoltre, la carenza di risorse spinge gli orsi ad avvicinarsi alle aree abitate, aumentando il conflitto tra orsi e uomini.

Secondo i ricercatori, per salvare gli orsi è necessario rispondere in fretta attraverso misure di conservazione efficaci.

Anche il WWF, che da anni lavora per garantire un futuro agli orsi polari, lancia l’allarme sul rischio di perdere questa importante specie, già classificata tra quelle vulnerabili dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

Secondo il WWF occorre preservare l’habitat degli orsi, agendo contro la crisi climatica e sulle cause che stanno determinando il riscaldamento globale.

Governi e aziende devono impegnarsi a ridurre le emissioni di CO2, riducendo in modo drastico l’uso di combustibili fossili e puntando su energie da fonti rinnovabili. Solo così si può sperare di contenere l’aumento delle temperature e preservare, tra le altre cose, anche l’habitat naturale degli orsi polari.

La salvezza degli orsi non dipende solo da governi e aziende: ognuno di noi può fare la differenza, sia limitando le proprie emissioni sia sostenendo progetti di ricerca e conservazione degli orsi polari aderendo all’iniziativa del WWF Adotta un orso polare.

Fonte di riferimento: ESA Journal/WWF Italia/IUNC

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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