Imballaggi di plastica: non riducono gli sprechi di frutta e verdura, ma quadruplicano i rifiuti

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Lo spreco alimentare rappresenta un grave problema in Europa, dove ogni anno si stima finiscano in spazzatura una media di 180 kg di cibo per persona.

La situazione non è diversa nel resto del mondo: a livello globale, oltre un miliardo di alimenti vengono buttati, pari a circa un terzo di quelli prodotti.

Gli sprechi alimentari avvengono lungo tutta la filiera del cibo, dalla raccolta sul campo alla produzione, dalla conservazione nei magazzini e nei supermercati al consumo domestico.

Poiché circa un quarto del cibo prodotto viene buttato a causa di alterazioni da microrganismi che ne determinano il deterioramento e poiché la contaminazione del cibo ad opera di microrganismi rappresenta un grave rischio per la salute dei consumatori, il settore delle tecnologie alimentari si occupa di trovare soluzioni efficaci per conservare il cibo meglio e più a lungo.

Una di queste soluzioni è rappresentata dagli imballaggi di plastica, molto utilizzati per confezionare alimenti freschi e non solo. Gli imballaggi di plastica, infatti, evitano il contatto del cibo con l’ossigeno e limitano l’esposizione a microrganismi i due principali fattori che causano il deterioramento degli alimenti.

Per questo motivo, sebbene la plastica sia considerata ormai un inquinante pericoloso e di cui dovremmo fare a meno, questo materiale continua a essere utilizzato per confezionare gli alimenti in attesa di soluzioni sostenibili dal punto di vista ambientale e ugualmente efficaci ed economiche.

Fino ad ora quindi l’uso della plastica per imballare gli alimenti è sempre stato visto come indispensabile per mantenere il cibo fresco più a lungo e per evitare di conseguenza gli sprechi alimentari.

Oggi però un rapporto intitolato Unwrapped: How Throwaway Plastic is Failing to Solve Europe’s Food Waste Problem ha evidenziato come gli imballaggi di plastica non abbiano fatto diminuire gli sprechi alimentari nei Paesi dell’Unione Europea.

I ricercatori hanno infatti analizzato i dati disponibili nel decennio compreso tra il 2004 e il 2014 scoprendo che i rifiuti alimentari procapite sono raddoppiati nonostante la quantità di imballaggi di plastica usata per prodotti alimentari sia aumentata del 50%.

“Gli imballaggi in plastica sono spesso descritti come mezzo per evitare gli sprechi alimentari, ma non hanno offerto una soluzione al problema”, hanno spiegato gli autori dello studio.
“L’uso di imballaggi in plastica è aumentato parallelamente alla crescita degli sprechi alimentari, con una domanda totale di plastica in Europa che sale a 49 milioni di tonnellate all’anno, di cui il 40% è utilizzato per gli imballaggi”.

Una possibile risposta al fallimento degli imballaggi di plastica nella riduzione degli sprechi alimentari è che, sebbene le confezioni di plastica possano effettivamente mantenere il cibo fresco più a lungo, stimolino anche comportamenti dannosi per l’ambiente, attirando le persone a fare scorta di più alimenti, molti dei quali alla fine vengono sprecati.

L’uso degli imballaggi di plastica dunque, non solo inquina l’ambiente, ma non offre nemmeno una soluzione efficace nella lotta agli sprechi di cibo.

Inoltre, sempre secondo gli autori dello studio:

“Molti imballaggi usati dall’industria alimentare e dai rivenditori sono usati per supportare l’efficienza economica e gli obiettivi di marketing piuttosto che per preservare il cibo.”

Considerando il fatto che molti imballaggi sono difficili da riciclare – finendo dunque nelle discarica o abbandonati nell’ambiente – e che il problema è destinato a peggiorare anziché migliorare, occorre trovare soluzioni efficaci al più presto.

Non esiste purtroppo un unico soluzione facile e immediato, ma possono essere prese una serie di misure. Si potrebbe partire ad esempio con l’eliminare gli imballaggi quando non servono, ridurre la quantità di imballaggi monouso, rendere le confezioni facilmente riciclabili, trovare alternative alla plastica e offrire la possibilità ai consumatori di riconsegnare gli imballaggi nel punto vendita per lo smaltimento.

Tanti piccoli accorgimenti che potrebbero far diminuire drasticamente l’uso della plastica usata per gli alimenti, senza rischi per i consumatori e migliorando la salute dell’ambiente.

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Tatiana Maselli

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