napolitano emilia

Terremoto in Emilia Romagna. Sembra diminuire piano piano il numero delle scosse. La più forte ieri sera alle 20 circa, di magnitudo 3.3 e con epicentro ad una profondità di 6,5 chilomentri, registrata dall'Ingv.

Ieri le popolazioni colpite dal sisma hanno ricevuto la visita del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che prima ha incontrato i presidenti delle tre Regioni interessate dagli eventi sismici, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, i sei presidenti delle Province per le quali è stato dichiarato lo stato di emergenza, i sindaci e gli altri rappresentanti delle istituzioni impegnate nella gestione dell’emergenza.

"Sono qui per dovere e sensibilità, per vedere e ascoltare", queste le parole di Napolitano che nel pomeriggio ha fatto visita anche alle popolazooni colpite dal sisma, accompagnato dal presidente della Regione Vasco Errani. Prima tappa Mirandola, dove il Capo dello Stato ha incontrato la popolazione ospitata nell’area di accoglienza, la colonna mobile della Regione Friuli Venezia Giulia che gestisce il campo. È stato poi spostato a Crevalcore, dove ad attenderlo, oltre a cittadini e volontari, c'era una rappresentanza degli imprenditori del territorio. Ultima tappa del Presidente è stata Sant'Agostino.

Secondo Napolitano, per superare il dramma del terremoto è cecessario un un impegno collettivo che guardi anche alla salvaguardia di un’area “di eccellenze per il patrimonio storico, artistico, culturale e religioso; per il grado di sviluppo economico e sociale raggiunto; e per il livello di civismo e la capacità di vita associata”.

Il Presidente ha inoltre annunciato di aver firmato durante la serata del 6 giugno un decreto per le zone colpite dal terremoto. "Lo Stato è qui. È nelle sue istituzioni nazionali, a Palazzo Chigi e al Quirinale, è in tutti i Comuni oggi all’opera per fare la loro parte" rassicura Napolitano.

Intanto continua il monitoraggio dallo spazio delle aree dell’Emilia Romagna colpite dal terremoto. Le nuove acquisizioni radar dei satelliti della costellazione COSMO-SkyMed dell’Agenzia Spaziale Italiana hanno permesso di capire quali sono gli effetti permanenti dei movimenti del suolo causati dalla scossa del 29 maggio. Secondo la Protezione Civile, la zona maggiormente interessata si estende per circa 50 km quadrati, tra Mirandola e San Felice sul Panaro nella provincia di Modena: "In essa il sollevamento del suolo è arrivato fino a 12 centimetri. Questo sollevamento è stato causato dallo scorrimento in profondità della faglia sulla quale si è originato il terremoto del 29 maggio".

Francesca Mancuso

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