Fonte Foto: Time.com

Dopo la chiusura della conferenza di Durban, il Canada ha annunciato di voler abbandonare il Protocollo di Kyoto. La motivazione è molto semplice. Il Canada ha scelto di ritirarsi per non ricorrere nelle sanzioni previste per quelle nazioni che non rispettano i parametri stabiliti dall’accordo stipulato a Kyoto nel 1997.

Il Canada si sarebbe dovuto impegnare a ridurre entro il 2012 le proprie emissioni di gas-serra del 6% rispetto ai livelli registrati nel 1990. Evidentemente l’impegno canadese non è stato sufficiente, per non dire nullo, in quanto le emissioni nel corso degli anni sono purtroppo aumentate in modo repentino.

Il Governo Canadese, resosi conto di non aver agito adeguatamente e nel rispetto degli impegni prestabiliti, ha avviato le procedure per abbandonare il Protocollo, facendo ricorso al proprio diritto legale di ritirarsi formalmente da esso. Non è dato sapere con precisione la data ufficiale di uscita dall’accordo dello stato canadese, ma presumibilmente la dipartita avverrà entro il 2012.

La decisione del Canada di ritirarsi dal Protocollo di Kyoto mette il Paese in una posizione difficile nei confronti della Comunità internazionale: il Paese, infatti, aveva sottoscritto un patto che non rispetterà, e abbandona il protocollo per non subire le conseguenze delle proprie azioni. Questo genera mancanza di attendibilità e di fiducia – ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Policy Clima e Energia del WWF ItaliaLe altre nazioni dovranno continuare a sviluppare una soluzione globale senza il Canada.” [...] “È forte il sospetto che la posizione canadese possa essere influenzata dalle riserve di sabbie bituminose presenti nel Paese, il cui sfruttamento presenterebbe enormi rischi per l’ambiente e per il Clima”, sottolinea Midulla.

Peter Kent, il ministro dell’ambiente canadese, al rientro dalla 17esima conferenza mondiale sul clima, ha dichiarato che il Protocollo di Kyoto non costituirebbe una soluzione adeguata a risolvere le problematiche ambientali più urgenti, riferendosi in particolare ai cambiamenti climatici degli ultimi decenni ed al riscaldamento globale.

Il rischio più grande è che il protocollo di Kyoto si risolva in una nuvola di fumo. Il fatto che la Cina e gli Stati Uniti, due degli stati dove si registrano le maggiori emissioni di gas serra, non siano sottoposti ad esso, ha spinto molti a valutare quale sia la sua effettiva utilità.

Esiste inoltre un pericolo ancora maggiore: che altri stati, seguendo l’esempio canadese, decidano di sottrarsi al Protocollo, in merito al quale si sta valutando un prolungamento fino al 2020, a cui Giappone e Russia hanno già comunicato di non voler aderire. Riusciremo mai ad avere un Kyoto 2?

Marta Albè

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