cocciniglia ©macrolifeit/123rf

C’è un focolaio di Ripersiella hibisci, cocciniglia pericolosa mai vista prima in Europa

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Si chiama Ripersiella hibisci e finora non era ancora stata documentata in Europa: si tratta di uno pseudococcide, che trascorre il suo ciclo di vita sulle radici di una pianta e di cui un focolaio è stato rilevato in Svizzera. Ora le autorità elvetiche stanno cercando di circoscriverlo.

A darne notizia è l’Ufficio federale dell’agricoltura (Ufag) che ha comunicato che, tra marzo e maggio, nel Paese svizzero sono state vendute diverse piante ornamentali infestate proprio da quell’organismo nocivo.

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Il Servizio fitosanitario federale esorta gli acquirenti ad annunciarsi senza indugio, onde fermare immediatamente ogni possibile diffusione.

Questa specie di cocciniglia è infatti classificata come organismo dannoso particolarmente pericoloso in Svizzera e nell’UE.

Cos’è la Ripersiella hibisci

Secondo quanto si legge sul sito dell’Efsa la Ripersiella hibisci (Hemiptera: Rhizoecidae) è presente in Giappone, Cina e Taiwan e si è diffuso poi negli Stati Uniti, in Florida, Hawaii e nel territorio di Porto Rico.

La R. hibisci è una cocciniglia polifaga che si nutre di radici di piante monocotiledoni e dicotiledoni. Il danno alle radici riduce l’assorbimento di nutrienti e acqua, ritarda la crescita delle piante e può far appassire o scolorire le foglie, mentre le piante fortemente infestate possono morire. La letteratura si riferisce più comunemente ai danni alle piante ornamentali in vaso coltivate in serra come Cuphea, Hibiscus, Pelargonium e Phoenix. Tutte le fasi della vita si verificano nel terreno e le piante ospiti per la semina con i substrati di crescita forniscono un percorso per uova, ninfe e adulti.

L’importazione da paesi terzi (diversi dalla Svizzera) di terreno o terreno di coltura attaccato a piante da piantare è vietata e quindi riduce la probabilità, ma non impedisce l’ingresso di R. hibisci, poiché gli individui possono rimanere attaccati alle radici.

L’appello dell’Ufag

A marzo, 50 piante di Callistemon, detta anche anche scovolina, sono state importate in Svizzera da un’azienda italiana dove è stato poi rilevato un focolaio di Ripersiella hibisci. In precedenza l’organismo non era mai stato rilevato in Europa: può infestare varie piante ospiti, specialmente quelle in vaso, come l’ibisco (Hibiscus), l’oleandro (Nerium oleander), la scovolina (Callistemon), i rododendri (Rhododendron), i fichi (Ficus) e varie specie di bonsai. Le piante inizialmente mostrano una crescita ritardata, diventano gialle e appassiscono, e alla fine muoiono.

È importante evitare che questo nuovo e pericoloso organismo nocivo si radichi in Svizzera e diventi una minaccia per l’ortoflorovivaismo esercitato a titolo professionale. Le aziende che hanno ricevuto piante infestate sono già state informate. Dai riscontri ricevuti, le 50 piante di Callistemon importate sono state vendute in gran parte a privati tra marzo e maggio 2021.

Gli acquirenti delle piante di Callistemon sono esortati a contattare immediatamente il Servizio fitosanitario federale per prevenire che questo parassita si diffonda in Svizzera. I vasi delle piante di Callistemon infestate sono contrassegnati con un passaporto fitosanitario (Plant Passport) recante la bandiera europea e il numero IT-19-0327.

Fonti: Ufag / Efsa

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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