Liberato un esercito di coccinelle per salvare i pini di Roma dalla cocciniglia

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il progetto Coccinella Libera Tutti ha scelto di intraprendere un percorso sostenibile per l’ambiente contro la cocciniglia.

Lite tra elefanti

Salvare i pini con i predatori naturali? Possibile. Per contrastare la diffusione della cocciniglia tartaruga, il Ministero della Salute aveva autorizzato l’utilizzo estensivo di un insetticida chimico. Ma c’è un piano migliore per salvare gli alberi

Era il 2014 quando i pini domestici di Lago Patria, in provincia di Napoli, furono colpiti da un insetto parassita, la cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis). Da allora, questo parassita infestante originario del Nord America si è diffuso in altre parti della Campania e poi nel Lazio, fino ad arrivare ai pini di Roma, che ancora oggi rischiano di essere sterminati dall’infestazione.

La soluzione? Il 12 marzo scorso il Ministero della salute ha autorizzato per la prima volta l’uso di un insetticida contro la cocciniglia tartaruga, come misura emergenziale. È il cosiddetto Vargas, che contiene la sostanza chimica abamectina e che viene somministrato ai pini iniettando la sostanza nei tronchi. Le cocciniglie la assorbono attraverso la linfa e ne vengono avvelenate.

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Ma non c’è un metodo migliore, prendendo spunto – magari – dall’habitat originario dell’insetto? Proprio da questo presupposto è partita il progetto Coccinella Libera Tutti, che ha scelto di intraprendere un percorso sostenibile per l’ambiente.

La cocciniglia tartaruga

Nel suo ambiente d’origine (più o meno dal sud del Canada al nord del Messico), il suo sviluppo è fortemente limitato da una serie di predatori, tra cui varie specie di coccinelle, bruchi, ragni e alcuni uccelli. Da qui si può comprendere come mai, invece, in Italia la cocciniglia tartaruga abbia prosperato: non ci sono predatori che ne limitino la crescita e la diffusione.

Per questo motivo, sui nostri pini le cocciniglie tartaruga sono riuscite a creare indisturbate delle vere e proprie colonie che possono addirittura portare alla morte degli alberi infestati a causa – si legge nelle linee guida per la gestione del parassita realizzate dal Comitato Fitosanitario Nazionale del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali – della “continua sottrazione di linfa e riduzione della capacità fotosintetica dei pini“, dovuta alla presenza della melata (una secrezione zuccherina che le cocciniglie producono mentre si nutrono della linfa degli alberi), della fumaggine e degli stessi insetti.

La specie finora più colpita è il pino domestico, ma sono state trovate delle cocciniglie anche sui pini marittimi e, più di rado, sui pini d’Aleppo. L’insetto si diffonde da una pianta all’altra per il contatto tra le chiome, attraverso il vento o altre forme di trasporto, come il passaggio di mezzi pesanti che possono spostano le chiome degli alberi.

La lotta biologica

Gli insetticidi, insomma, non sono l’unico rimedio. L’associazione Amici di Villa Leopardi e altri comitati cittadini hanno dato vita al progetto di lotta biologica per salvare gli alberi di Roma “Coccinella libera tutti”,  che nasce nasce dall’esigenza di trovare una soluzione sostenibile per l’ambiente e tutelare il patrimonio verde messo a rischio dalla presenza, di diversi parassiti tra cui anche la cocciniglia cotonosa.

“Sono stati persi dalle istituzioni troppi anni– dicono dall’associazione Amici di Villa Leopardi – anni in cui la Cocciniglia Tartaruga ha acquisito un vantaggio che potrà essere colmato solo se ci si impegna in una lotta integrata e se verranno messi in campo tutti gli strumenti tecnici di ricerca scientifica, nella consapevolezza che nessuno da solo può pensare di risolvere il problema“.

Finora sono state liberate in chioma più di 3mila coccinelle per combattere sia la toumeyella parvicornis che la cotonosa.

Le coccinelle saranno posizionate, a cadenza mensile, su alberi che non hanno ricevuto trattamenti di altro tipo, identificati dalle organizzazioni promotrici del progetto. Non è un pensiero bellissimo?

Fonti: Ministero della salute / Coccinella libera tutti

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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