chicago frutteto

Un frutteto in città, ecco la nuova frontiera dell'agricoltura urbana, che negli Stati Uniti vede in prima linea l'impegno della città di Chicago. Il progetto di base consiste nello sfruttare porzioni di terreni inutilizzati ed adatti allo scopo per la collocazione di alberi da frutto di varietà rare ed antiche, che in ogni stagione possano garantire alla cittadinanza doni freschi e saporiti, oltre che coltivati biologicamente e a chilometri zero.

L'iniziativa è stata promossa da Snyder, coltivatore urbano e fondatore del Chicago Rarities Orchard Project, il quale si sarebbe ispirato all'opera di Michael Pollan "Bothany of Desire" ed al lavoro del coltivatore di varietà rare di meli Creighton Lee Calhoun Jr. Sono state proprio degli alberi di mele rari i protagonisti del primo frutteto urbano nato nella città di Chicago ad opera di Snyder.

L'uomo è riuscito ad ottenere aiuto da parte delle autorità locali per la realizzazione del proprio primo frutteto, avendo così la possibilità che gli venisse affidato un terreno sul quale dare il via al progetto a lungo sognato. Si tratta del primo esperimento di questo tipo a Chicago. Le spese economiche per il suo mantenimento verranno finanziate mediante una parte delle tasse versate dai cittadini.

In questo modo a partire dal 2013 verranno poste le basi a Chicago per un nuovo frutteto che ospiterà varietà di alberi da frutto rare ed antiche, che daranno vita a delle vere e proprie specialità impossibili da reperire attraverso i comuni canali di vendita. Il frutteto sarà circondato da panchine, vialetti lungo cui incamminarsi per una passeggiata e da bancarelle per la vendita diretta della frutta.

Il Chicago Logan Square Orchard ospiterà alberi di mele, pesche e ciliegie, i cui frutti verranno inoltre utilizzati dai ristoranti della città, che potranno selezionare le varietà desiderate dagli oltre 50 alberi che saranno presenti al suo interno. Simili progetti di agricoltura urbana, finora considerati come secondari, stanno prendendo vita a Seattle, Philadelphia, Boston, Austin, San Francisco e Londra, in nome di una nuova cultura alimentare e della riscoperta di sapori antichi. La speranza è che anche in Italia simili iniziative possano essere poste in essere al fine di salvaguardare la vastissima biodiversità agroalimentare del nostro territorio, che rischia purtroppo di scomparire in nome dell'omologazione e del facile profitto.

Marta Albè

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