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Promuovere e tutelare i sistemi alimentari locali in tutto il mondo, in modo da ridurre i danni provocati dai modelli industriali: è stato questo, in sintesi, il tema centrale del primo Forum Europeo appena conclusosi a Krems, in Austria, che ha visto la partecipazione di oltre 400 delegati provenienti da 34 Paesi e 120 organizzazioni.

 

Durante il Forum si è dunque discusso di come costruire un nuovo sistema alimentare, in grado di incontrare le esigenze dei vari popoli, specialmente quelli del Sud del mondo, e di contrastare i cambiamenti climatici e le emergenze sociali derivanti da modelli orientati esclusivamente allo sfruttamento e al profitto. L'obiettivo è quello di raggiungere la cosiddetta "sovranità alimentare", ovvero garantire il diritto delle popolazioni a gestire le proprie politiche agricole in sintonia con le diverse necessità di territori ed economie.

Produzioni locali e biologiche, filiera corta, accesso a terra e acqua sono gli elementi ritenuti fondamentali per ridisegnare il sistema agricolo e alimentare e garantire un maggior equilibrio ambientale. A discutere delle criticità e delle strategie possibili, anche l'Italia, con una delegazione di 20 rappresentanti che hanno portato la loro esperienza e le loro idee: "Stiamo apportando un contributo di analisi politica e di buone pratiche estremamente avanzate e all'avanguardia sul piano internazionale", ha dichiarato all'ADN Kronos Luca Colombo, coordinatore della Firab. "Sia per quanto riguarda le proposte e le elaborazioni politiche, sia nel campo delle pratiche l'Italia, con i suoi venti rappresentanti qui a Krems, ha dimostrato di avere non solo tanto da imparare, ma di poter fornire anche un modello in alcuni settori".


Un ruolo decisivo nella ridefinizione del modello alimentare attuale è stato affidato anche all'Europa, che con la sua Politica Agricola Comune ha una grande influenza su ben 27 paesi, membri dell'Unione: "Nel 2014 – ha dichiarato al Forum Maurizio Gubbiotti, coordinatore della Segreteria nazionale di Legambienteentrerà in vigore la nuova PAC che dovrà tener conto del fatto che l’attuale sistema del settore agricolo e dell’industria alimentare in Europa è ancora lontano dalla sostenibilità da molti punti di vista: sociale, economico, ambientale ed etico. Il cibo non è solo una merce e la riforma della Pac deve essere l’occasione per affermare questo principio fondamentale. Occorre un sistema capace sia di garantire cibo a prezzi e quantità non influenzabili dalla speculazione, sia di immettere sul mercato alimenti sani per i consumatori, prodotti nel rispetto dell’ambiente, del lavoro, del benessere animale”.

Una Dichiarazione, il Piano d'azione e il Rapporto finale sui dibattiti saranno i 3 documenti da cui si dovrà ora partire per avviare questa "rivoluzione alimentare" che possa garantire equità e sostenibilità a popolazioni e ambiente.

 

Eleonora Cresci

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