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Basta sottocosto che distrugge l’agricoltura e mortifica i lavoratori violando i loro diritti. Al via la campagna #ASTEnetevi per l’abolizione delle aste al doppio ribasso e del sottocosto nei supermercati.

#Filierasporca promossa dalle associazioni Terra! e daSud e la Flai Cgil con una lettera, chiedono al ministro Martina e alla grande distribuzione di fermare questo fenomeno che non fa bene alla filiera agricola.

#ASTEnetevi mira appunto all’abolizione delle aste al doppio ribasso, cioè le aste elettroniche inverse chiedendo un intervento legislativo al ministro e un impegno formale agli attori della GDO.

“Sebbene si presuma che questi meccanismi consentano al distributore di mantenere bassi i prezzi al consumo, risulta evidente che un sistema simile produce delle sofferenze economiche, scaricate sui fornitori e da questi ultimi sul settore produttivo e conseguentemente sui lavoratori”, si legge nella lettera inviata a Martina e alle principali catene di supermercati come Auchan, Coop, Carrefour, Conad, per fare qualche esempio.

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“L’impegno istituzionale nella lotta allo sfruttamento e al caporalato dovrebbe infatti andare di pari passo all’introduzione di misure volte ad eliminare i meccanismi che rompono gli equilibri interni alla filiera,causando una drammatica polarizzazione del potere negoziale e contribuendo a creare le condizioni per l’instaurarsi di pratiche ai limiti (talvolta al di fuori) della legalità”, si legge ancora.

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Come funzionano le aste online del doppio ribasso?

La GDO fa sedere attorno a una piattaforma virtuale i propri fornitori chiedendo loro di avanzare un’offerta per una grande quantità di un certo prodotto. Sulla base dell’offerta più bassa la GDO convoca successivamente una seconda asta online che in poche ore, chiama i partecipanti a rilanciare, con un evidente paradosso, per ribassare ulteriormente il prezzo di vendita di quel prodotto.

“Strettamente collegato al fenomeno delle aste al doppio ribasso è la vendita sottocosto dei prodotti alimentari che distoglie il consumatore dalla qualità reale del prodotto che acquista”, scrivono i promotori della campagna.

“Il Ministro Martina solo qualche giorno fa si è detto molto preoccupato per le aste al doppio ribasso e per il forte impatto che hanno sull’agricoltura italiana. Oggi lanciamo una campagna per dire al Ministro che condividiamo la sua preoccupazione ma gli chiediamo di tradurla in un segnale chiaro e immediato”, dichiara Fabio Ciconte, direttore di Terra! e portavoce di #FilieraSporca.

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A pagare il costo più alto delle aste sono l’ambiente e i produttori, non solo così facendo si aggrava anche lo sfruttamento e il caporalato.

“Se il denaro pubblico non è utilizzato per innovare o migliorare la qualità dei prodotti, ma di fatto per garantire pratiche commerciali sleali, non sarà mai possibile fare della filiera dell’agroalimentare un mercato equo, ovvero un campo di regole e di opportunità in cui tutti possano crescere e guadagnare e nessuno ci debba rimettere, a partire dai consumatori”, conclude Ciconte.

Cosa puoi fare tu

La campagna interpella anche i singoli cittadini invitandoli, in quanto consumatori, a sposare le medesime motivazioni, mandando la lettera via mail  agli stessi destinatari, affinché venga emanato al più presto un decreto che regoli in maniera stringente questo meccanismo.

Clicca qui per visionare la lettera

Dominella Trunfio

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