ogm clausola salvaguardia

Ogm, il Ministro Nunzia De Girolamo appare determinata a dire "No". Ora la speranza è che la politica agisca per tutelare il settore agroalimentare italiano. Il Ministro delle Politiche Agricole ha espresso in modo deciso la propria contrarietà agli Ogm, accogliendo le richieste della maggioranza degli italiani e coinvolgendo il Ministro dell'Ambiente Orlando e il Ministro della Salute Lorenzin.

Si tratta di quanto accaduto a seguito della manifestazione svoltasi negli scorsi giorni a Montecitorio, sostenuta da parte della Task Force italiana contro gli Ogm e da Slow Food. Tramite la manifestazione è stata rivolta ai Ministri la richiesta di intervenire al più presto per colmare il vuoto legislativo venutosi a creare dopo la sentenza della Corte di Giustizia UE, secondo la quale gli stati membri non possono impedire la coltivazione di un seme modificato geneticamente se precedentemente approvato a livello europeo.

La Task Force ha inoltre lanciato la Campagna Stop Ogm, inviando online un messaggio al Ministro della Salute Lorenzin per richiedere di esercitare la clausola di salvaguardia. Nel giro di poche ore sono pervenute via web oltre 40 mila adesioni alla petizione.

"Notiamo con piacere la determinazione del ministro nel farsi carico della nostra richiesta con le amministrazioni locali, i ministri italiani all'Ambiente e alla Salute e i colleghi europei", afferma Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia. "Mi auguro che a questo punto l'iter possa svolgersi nei tempi più rapidi possibili visto il rischio che l'agroalimentare italiano corre".

Come comunicato da parte di Aiab, il Ministro della Salute Lorenzin si dichiara politicamente concorde, ma giuridicamente imbarazzata riguardo a come fermare le coltivazioni Ogm in Italia. Aiab suggerisce che l'Italia potrà mantenersi libera dagli Ogm solamente invocando la clausola di salvaguardia, come già avvenuto in altro 8 Paesi europei. Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha riferito la sua posizione contraria alle coltivazioni Ogm, sostenendo però che il Governo deve individuare un solido strumento giuridico per poter intervenire, data la legislazione UE e il pronunciamento della Corte di Giustizia Europea.

Infine, Coldiretti ricorda che "Sono rimasti solo cinque paesi (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania) a coltivare Ogm, con 129 mila ettari di mais transgenico piantati nel 2012, una percentuale irrisoria della superficie agricola comunitaria pari a molto meno dello 0,001 per cento della superficie totale di 160 milioni di ettari coltivati in Europa, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati ISAAA. Gli organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale e alimentare, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e del Made in Italy".

Firma qui la petizione per dire stop agli Ogm in Italia.

Marta Albè

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