La pasta senza fuoco per risparmiare gas non è “roba da poveracci” (e neanche solo questione di portafogli)

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Noi lo consigliamo da oltre 10 anni, da quando il risparmio energetico era considerato roba da "poveracci". Da quando in pochi provavamo a contrastare un sistema che ci ha imposto di consumare e consumare. Ora che la questione gas sta diventando incontenibile, tra rincari e razionamenti, anche il Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi invita a provare a cuocere la pasta a fuoco spento. Per sprecare meno, ma noi aggiungiamo che va fatto (e andava già fatto da tempo) per qualcosa di gran lunga più importante...

Pizzerie e ristoranti che attaccano le loro bollette in vetrina per protesta, famiglie in preda alla disperazione dopo aver visto schizzare i costi di luce e gas, disoccupati che bruciano le bollette in piazza.

I rincari nel settore energetico, causati dalle carenze delle materie prime e dallo stop delle forniture legate alla guerra in Ucraina, stanno mettendo un intero Paese in ginocchio e con l’arrivo dell’autunno andrà anche peggio.

Per anni ci è stato chiesto di consumare in maniera scriteriata per far girare l’economia. Ma oggi, specialmente negli ultimi mesi, la musica è decisamente cambiata (e sembra più un requiem). Sulle testate giornalistiche, sui social e al tg piovono consigli su come evitare la stangata nelle bollette di luce e gas.

Sulla questione ha voluto dire la su anche Giorgio Parisi, Premio Nobel per la Fisica 2021, consigliando un metodo di cottura della pasta alternativo per consumare meno gas.

Il metodo, ripreso da un post condiviso da Alessandro Busiri Vici, prevede di portare l’acqua ad ebollizione buttate la pasta e aspettare 2 minuti e poi di spegnere il gas e coprire un con un coperchio, calcolando un minuto in più. In questo modo si avranno almeno 8 minuti di risparmio di gas.

La cosa più importante è tenere il coperchio sempre, il calore si perde moltissimo per evaporazione. Dopo che bolle la pasta io metto il gas al minimo, minimo, in maniera che bolla bassissimo senza consumare gas – spiega Parisi. – Si può anche provare a spegnere, come suggerito da questo post, che non è mio ma di Alessandro Busiri Vici e che ho semplicemente rilanciato. Ovviamente in questo modo si consuma ancora di meno e penso che la pasta si cuoce lo stesso. In fondo la pasta si cuoce bene anche in montagna con l’acqua che bolle a 90 gradi. Il coperchio è fondamentale.

Un semplice consiglio rivolto a tutti gli italiani. e… apriti cielo! Il suggerimento è diventato motivo di polemiche.

“Stiamo ritornando all’età della pietra” scrive un utente, mentre qualcuno altro commenta con” Mah non risparmieremo sicuramente con la cottura della pasta”.

No, risparmiare energia non è “roba da poveracci”

In realtà non ci sarebbe bisogno di un Premio Nobel per la Fisica per dare un consiglio del genere. In fondo, potremmo definire il suggerimento “la riscoperta dell’acqua calda”, un “tip” che noi mettiamo in pratica praticamente da sempre. E ci fa molto arrabbiare, ma non oggi, da almeno 10 anni, che il risparmio dei consumi venga vissuto come “una cosa da poveracci”, da “idioti fissati”, da “gente morta di fame”.

No, la verità è che non si tratta di questo.

E neanche è una questione prettamente da portafoglio. Ricordarsi di staccare sempre le prese degli elettrodomestici, spegnere le luci, usare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico, sono comportamenti di buon senso per aiutare l’ambiente a salvarsi a partire dal nostro piccolo.

Noi di greenMe da ben 13 anni consigliamo di mettere in atto dei comportamenti ecosostenibili, a partire da trucchetti come questo relativo alla cottura della pasta, perché siamo convinti che se vogliamo davvero cambiare il nostro Pianeta e salvarlo, occorre cambiare radicalmente le nostre abitudini, a partire dalle mura domestiche e dai consumi. A partire da piccoli gesti, come cuocere la pasta senza sprecare inutilmente il gas.

Per fortuna tantissimi dei nostri lettori hanno a cuore questo tema e ogni giorno si impegnano ormai da tempo nel loro piccolo a consumare meno e con più consapevolezza. Nonostante la nostra società ci abbia sempre invitato a fare il contrario. Consumare e consumare.

Per troppi anni i sostenitori del risparmio energetico sono stati considerati come un gruppo di sognatori un po’ hippie, di ingenui, di “poveracci” (appunto). Ora, invece, all’improvviso si riscoprono valori come il taglio dei consumi, l’autoproduzione, la rinuncia a tutte quelle merci che non sono necessarie. Anche se potevamo pensarci da almeno 10 anni.

Meglio tardi che mai. Va bene, Ma una cosa vogliamo chiarirla: risparmiare energia non è roba da poveracci. È un’urgenza che dovremmo sentire tutti, e non soltanto in un periodo in cui i rincari fanno davvero paura.

Risparmiare energia rappresenta una sorta di investimento nel futuro del nostro Pianeta e dei nostri figli.

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Fonte: Giorgio Parisi (Facebook)

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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