Non solo fast fashion: anche la “Fast Furniture” sta distruggendo il Pianeta

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Vi spieghiamo cos'è la "Fast Furniture" e perché è così dannosa in termini economici e ambientali, esattamente come la Fast Fashion

Arredare tutta la casa spendendo poche migliaia di euro. Cambiare i cuscini del divano a ogni stagione, abbinandoli alle tende appena comprate. Acquistare un tavolino che non ci serviva solo perché il prezzo ci allettava, anche se in realtà non sappiamo cosa farne. È la Fast Furniture, l’arredamento veloce.

Proprio come la più nota fast fashion, di cui vi abbiamo parlato spesso nei nostri articoli, anche la fast furniture è quel modo di arredare e decorare casa comprando prodotti di bassa qualità, realizzati senza rispettare gli standard di dignità dei lavoratori e dalla vita molto breve.

Che cos’è la fast furniture

Compriamo una candela, un soprammobile, uno sgabello, ma anche mobili più grandi, spendendo relativamente poco, senza chiederci chi ci sia dietro l’oggetto, e ce ne stufiamo presto, sedotti dal nuovo catalogo stagionale.

Mentre cresce la consapevolezza di una parte dei consumatori e dei media sui danni provocati dalla fast fashion e sulla necessità di diffondere una moda circolare e sostenibile, si parla ancora poco di pratiche di arredamento che stanno diventando sempre più inquinanti e dannose per il Pianeta.

Chiediamo ai nostri genitori o ai nostri nonni: il mobilio per la casa, una volta, era un investimento per la vita. Si compravano i mobili migliori, in base alle proprie possibilità economiche, o li si commissionava ad un artigiano. Di quei mobili, poi, non ci si stufava mai, perché erano di ottima fattura e perché venivano tenuti con cura.

Oggi invece, vista la grandissima offerta e i prezzi decisamente contenuti, comprare un nuovo armadio o una sedia non è più visto come un investimento. I mobili sono diventati una moda, proprio come i vestiti, e per questo cambiamo idea molto rapidamente, comprando sempre nuove cose.

I danni per il Pianeta

Secondo una recente indagine dell’Environmental Protection Agency (EPA), solo nel 2018 gli americani hanno gettato via oltre 12 milioni di tonnellate di mobili e altri oggetti di arredamento – e l’80% di queste sono finite dritte in discarica. Nel 1960 le tonnellate erano soltanto 2,2.

Il problema, come diciamo sempre, non è costituito solo dall’enorme quantità di rifiuti che ogni anno vengono prodotti dall’industria dell’arredamento, ma anche dal dispendio di risorse (legno, carta, plastica, vetro, tessuti, energia) utilizzati per produrre ogni oggetto, nonché dalle emissioni inquinanti connesse ai processi produttivi e al trasporto degli oggetti.

La qualità della fast furniture, come è ovvio che sia, lascia molto a desiderare. Per mantenere bassi i prezzi e veloci le dinamiche produttive, vengono utilizzati materiali più economici ma meno robusti, come i pannelli truciolari impiallacciati, che sono più spesso soggetti a danni e più difficili da riciclare. Quando i mobili non sono progettati per la longevità o la riciclabilità, è molto più probabile che finiscano in discarica.

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Cosa possiamo fare noi

Tutto ciò che riguarda la produzione e la vendita di prodotti implica un diretto coinvolgimento del consumatore finale, che ha nelle sue mani la possibilità concreta di invertire la tendenza in favore di pratiche più sostenibili e meno inquinanti.

Tutti noi, nel nostro piccolo, possiamo dire NO alla fast furniture con le nostre scelte di acquisto. Ecco qualche consiglio utile:

  • Se stiamo comprando i mobili per la casa nuova, informiamoci sulla provenienza delle materie prime, sulla filiera produttiva e sul viaggio che ha portato ogni mobile fino a noi.
  • Sapevate che esiste la possibilità di acquistare mobili usati? Come nel caso dei vestiti usati, non si tratta di una scelta dettata (solo) dalla necessità economica ma da un bisogno di sostenibilità. Se possiamo, compriamo almeno qualche pezzo del mobilio usato: magari anche solo un tavolo con le sedie, una scrivania o una cassapanca. Possono aver avuto già una vita, prima di finire nel nostro appartamento – ma questo non vuol dire che non faranno bene il loro dovere!
  • Evitiamo di lasciarci sedurre dalle mode passeggere e non cadiamo nella tentazione di comprare un soprammobile o un portacandele di cui non abbiamo alcun bisogno: prima di procedere con l’acquisto, pensiamoci bene qualche giorno.
  • In generale, diffidiamo dei prezzi troppo bassi e degli sconti esagerati: sono un sintomo di scarsa qualità e durabilità.

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Sono una giornalista e una blogger. Collaboro con le testate GreenMe, Ambiente Magazine e The Wise Magazine e mi occupo di natura, sostenibilità, stili di vita sani e rispettosi dell’ambiente. Sul mio blog “La strega che scrive” parlo di giornalismo, editoria e letteratura

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