Non sono un’alga, se mi vedi in spiaggia non calpestarmi! Sono un uovo di razza

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Quella che potrebbe sembrare una strana alga o un pezzo di corteccia di un albero in realtà non è altro che la capsula contenente l'embrione di una razza. In spiaggia facciamo attenzione a non calpestare queste capsule ovigere. Se le troviamo spiaggiate rimettiamole subito in acqua

Vi è mai capitato di imbattervi in uno strano organismo nero o marrone scuro dalla forma rettangolare sulla battigia? A prima vista potrebbe quasi sembrare un’alga o il pezzo della corteccia di un albero. In realtà, non tutti sanno che si stratta di uova di razze, i pesci cartilaginei noti per la loro leggiadrìa.

La capsula ovigera delle razze, comunemente chiamata “borsa del diavolo” o “borsa della sirena” è resa inconfondibile per la presenza di alcuni protuberanze filiformi alle quattro estremità.

Generalmente il periodo riproduttivo delle razze va dalla primavera all’inizio dell’estate, ma per alcuni esemplare prosegue anche nei mesi successivi. Per questo motivo è abbastanza frequente trovare queste particolari gusci a riva, trasportati dalle correnti.

Dopo essere stare fecondate, le uova di razza vengono racchiuse in una particolare sacca rettangolare, molto resistente. Sul guscio della capsula vi sono vari filamenti che permettono di ancorare saldamente l’involucro al fondo. L’embrione del pesce riesce a respirare grazie a delle fessure presenti. Quando i tempi sono maturi, il cucciolo di razza uscirà dalla fessura che si trova nella parte anteriore della capsula ovigera.

Portare via dal mare questo involucro può significare morte certa per queste creature. Nel caso in cui ci si accorga che la sacca spiaggiata (basta guardare in controluce) è ancora piena è fondamentale, quindi, stare attenti a non calpestarla e rimetterla al più presto in acqua. Questo piccolo gesto può fare una grande differenza.

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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