Dai Carlini ai Bulldog francesi, perché non dovresti adottare un cane brachicefalo

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Le razze canine brachicefale, come i Bulldog inglesi e i Carlini, sono di tendenza anche nel nostro Paese, ma nascondono un triste retroscena

Razze canine di piccola taglia come i Carlini e i Bulldog francesi vanno sempre più di moda anche in Italia. Ma in pochi sanno (o fanno finta di non sapere) che questi cani dall’espressione buffa sono esposti a numerosi problemi di salute, soprattutto a livello respiratorio. Il motivo? Si tratta di razze brachicefale, risultato di selezioni genetiche eseguite dall’uomo per motivi estetici, ma che provocano sofferenze e malattie all’animale.

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I problemi di salute che affliggono i cani brachicefali

Il termine “brachicefalo” deriva dal greco brakhys, che significa “corto” e képhalos “testa”. I cani brachicefali, infatti, si distinguono per il loro cranio che in loro si sviluppa maggiormente in larghezza e non lunghezza, che li porta ad avere un muso molto schiacciato.
Questa anomalia causa problemi di respirazione, anche dopo una semplice corsa o addirittura a riposo.

Le razze canine più note, affette dalla cosiddetta sindrome brachicefalica o sindrome ostruttiva delle vie aeree superiori (BAOS), sono il Carlino, il Bulldog Inglese, il Bulldog francese, il Boston Terrier, e il Pechinese, Cavalier King Charles, Shar-pei e Shih Tzu.

Tutte queste malformazioni causate dalla selezione genetica causano una serie di problematiche al cane, fra cui il collasso tracheale e laringeo. Inoltre, i cani con sindrome brachicefalica sono più soggetti a disturbi gastrointestinali (rigurgito, vomito e meteorismo) come conseguenza delle aumentate pressioni intratoraciche prodotte in risposta a un’ostruzione delle vie aeree superiori, o come effetto di una patologia gastroenterica primaria, ad esempio esofagite da reflusso, ernie iatali e gastroduodeniti di varia natura. Infine, i cani brachicefali sono molto soggetti al colpo di calore, una condizione a cui bisogna prestare particolare attenzione nel periodo estivo.

La campagna BreedtoBreathe

Negli ultimi anni numerose associazioni animaliste si stanno battendo per mettere al bando gli allevamenti di cani brachicefali, ma la strada è ancora lunga. In tantissimi spot pubblicitari e film queste razze continuano ad essere “sponsorizzate”, celando il crudele retroscena. Per questo motivo la a BVA (Britisch Veterinary Association) ha lanciato una campagna, che prende il nome di BreedtoBreathe. Lo scopo è quello di riuscire a vietare lo sfruttamento di Bulldog francesi e altri cani brachicefali nel mondo dello spettacolo in modo da non invogliare le persone ad acquistarli.

Anche alcuni Paesi europei stanno prendendo posizione contro il crudele business dei cani brachicefali. La Norvegia, per esempio, ha recentemente vietato l’allevamento e la riproduzione di due razze molto in voga tra i norvegesi: Cavalier King Charles spaniel e il Bulldog inglese.

Un’importante svolta, che potrebbe ispirare anche altri Stati a porre fine all’ingegneria genetica estrema delle razze canine, che provoca soltanto sofferenze ai nostri amici a quattro zampe. Prima di prendere un cane (ma anche qualsiasi altro animale domestico) accertatevi sempre della sua provenienza. E invece di acquistarlo nei pet shop optate per l’adozione. I canili e i rifugi sono pieni di pelosetti in cerca di amore.

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Fonti: BVA/Clinica Veterinaria “Airone”

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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