“Mamma, guarda la foglia!”: gli scimpanzé condividono oggetti interessanti mostrandoli ai loro simili

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Un nuovo studio ha documentato come gli scimpanzé in natura mostrino ai loro simili oggetti di interesse solamente per "amore della condivisione". Si tratta di un'interazione sociale e comunicativa che si riteneva unica nell'essere umano, ma a quanto pare non è cosi

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I primati non finiscono mai di stupirci con le loro interazioni comunicative. Adesso sappiamo anche che il mostrare ai nostri cari qualcosa che attira la nostra attenzione non è un comportamento sociale unico dell’essere umano, come si è sempre creduto, ma è condiviso anche dagli scimpanzé.

A rivelarlo un nuovo studio scientifico apparso di recente sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Studiosi di più poli universitari, tra cui le università di York e Warwick, hanno documentato un comportamento straordinario tra due scimpanzé femmine, mamma Sutherland e la figlia Fiona, in una foresta dell’Uganda.

In un filmato Fiona mostra con grande interesse alla mamma una foglia, portandola agli occhi della scimpanzé per amore della condivisione. Può sembrare cosa da poco, ma non lo è affatto. Finora si pensava infatti che questi gesti dichiarativi, ossia volti a condividere con un interlocutore l’interesse o l’attenzione su un certo oggetto o evento, fossero un tratto esclusivo dell’essere umano.

Le rare volte in cui questi gesti sono stati osservati negli scimpanzé sembravano essere “esclusivamente per scopi imperativi” si legge nello studio. Ma non in questo caso.

Per avvalorare le loro ipotesi, i ricercatori hanno perciò confrontato i comportamenti sociali delle due scimpanzé con quelli registrati in 84 riprese, giungendo alla conclusione che l’atto di mostrare una foglia a un suo simile non perseguiva alcun obiettivo. Era un semplice momento di condivisione.

Le nostre osservazioni sollevano nuove domande sul motivo per cui gli esseri umani condividono le esperienze più spesso dei nostri parenti viventi più stretti e se impegnarsi in questo comportamento con una frequenza più elevata rispetto ad altre specie può ancora spiegare l’evoluzione delle funzioni cognitive alla base del comportamento sociale umano, ha dichiarato la professoressa Katie E. Slocombe, coautrice dello studio.

Per gli esperti la differenza tra la condivisione negli esseri umani e nei nostri parenti più stretti, scimpanzé in questo caso, sarebbe solamente di tipo quantitativo piuttosto che qualitativo.

Fonte: PNAS

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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