Allevamenti di polpi: al via le vendite per la prima volta al mondo, la sofferenza è servita

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In Spagna sta per aprire il primo allevamento di polpi del mondo, il crudele business partirà già dalla prossima estate

Alla crudeltà dell’allevamento dei polpi si sono opposti con determinazione associazioni animaliste e scienziati, ma alla fine a prevalere è stata la sete di profitto. La multinazionale spagnola Nueva Pescanova non ha intenzione di arrendersi e vuole andare fino in fondo con la creazione del primo allevamento commerciale di polpi del mondo. L’azienda prevede di lanciare i molluschi allevati sul mercato già a partire dalla prossima estate e punta ad esportarli in altri Paesi entro il 2023. L’obiettivo della multinazionale è quello di riuscire a produrre ben 3mila tonnellate di polpi l’anno.

Lo stabilimento di Nueva Pescanova sorgerà nei pressi di porto di Las Palmas, alle Isole Canarie. È ormai da decenni che la società porta avanti la ricerca per mettere in atto quello che secondo gli animalisti (ma anche in base al parere di numerosi scienziati) sarebbe un piano folle e disumano. L’azienda assicura che terrà conto del benessere di questi straordinari animali, ma ad essere malsana è l’idea in sé.

“L’impegno del Gruppo Nueva Pescanova per l’acquacoltura come attività complementare alla pesca mira a garantire la disponibilità delle risorse marine per le generazioni future, promuovendo nel contempo una maggiore protezione delle zone di pesca selvatiche” spiega l’azienda.

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Perché allevare i polpi rappresenta una grande crudeltà

Alla realizzazione del primo allevamento di polpi si stanno opponendo numerose organizzazioni animaliste, tra cui il Partito Animalista Spagnolo (Pacma).

“É un’aberrazione, sono animali molto sensibili. Chiuderli nelle gabbie per poi consumarli e ucciderli nel modo più crudele dopo una vita miserabile non è accettabile. Ci siamo rivolti a tutte le amministrazioni competenti e siamo pronti a manifestare davanti agli stabilimenti Pescanova quando apriranno” ha dichiarato Cristina García, vicepresidente di Pacma, nel corso di una protesta organizzata qualche settimana fa.

A fare eco al Partito Animalista Spagnolo anche la Ong “Compassion in World Farming”, che in un report pubblicato qualche mese aveva definito il progetto di  allevare i polpi come una “ricetta per il disastro”, elencando 8 buoni motivi per fermare questo piano.

“I polpi sono creature affascinanti, curiosi, senzienti con personalità individuali e proprie. – hanno ribadito gli attivisti, che si sono detti pronti a continuare la loro battaglia contro Nueva Pescanova – Nonostante questo c’è chi vuole chiuderli in una gabbia di allevamento.

A sostenere che allevare questi straordinari molluschi non sia affatto una buona idea anche alcuni studi scientifici. Tra questi spicca la ricerca realizzata recentemente dalla London School of Economics che conferma che l’allevamento di polpi non è compatibile con il loro benessere, visto che il polpo è un animale estremamente intelligente, sensibile e per sua natura solitario. Quindi in spazi angusti a stretto contatto con i suoi simili rischia di diventare aggressivo e sofferente.

Tra l’altro in Paesi come il Regno Unito queste creature marine sono state riconosciute come esseri senzienti da tutelare. Peccato che la Spagna stia andando nella direzione opposta (come se non fossero già abbastanza gli allevamenti intensivi di animali come mucche, maiali e di pesci sottoposti a stress e sofferenze fisiche come i salmoni…).

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Fonti: Nueva Pescanova/PACMA/CIWF

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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