Il crudele piano per aprire il primo allevamento di polpi al mondo non si arresta (nonostante le proteste)

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L'apertura a Las Palmas in Spagna del primo allevamento di polpi sta provocando le proteste di animalisti, ambientalisti e scienziati

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L’incredibile intelligenza e sensibilità del polpo poco importa quando a prevalere sono gli interessi economici. Questo vale per la multinazionale spagnola Nueva Pescanova che – nonostante l’avvertimento degli scienziati – continua con il suo piano di sfruttamento di questo animale, fregandosene dell’etica e dell’ambiente, per aprire quello che potrebbe essere il primo allevamento commerciale di polpi al mondo.

Nel frattempo, le associazioni e i gruppi animalisti nazionali e internazionali stanno lottando per evitare che questo accada. Oltre a scuotere i social media denunciandone la crudeltà, sono scesi in piazza contro il primo allevamento di polpi al mondo cercando di convincere il governo delle Isole Canarie – impegnato attualmente nella verifica dei requisiti di impatto ambientale del progetto – a negare l’autorizzazione all’impianto.

Abbiamo condannato altre specie a vivere schiavizzate, sfruttate a vita negli allevamenti, non condanniamo ora anche i polpi”, hanno dichiarato gli animalisti durante la manifestazione tenutasi a Las Palmas lo scorso 5 febbraio.

L’allarme degli scienziati

​​Un team di esperti ha esaminato più di 300 studi scientifici e ha redatto un Rapporto sull’evidenza della sensibilità nei molluschi cefalopodi e nei crostacei decapodi, pubblicato dalla London School of Economics and Political Science nel novembre 2021, in cui si conclude che i polpi sono esseri senzienti e ci sono forti prove scientifiche che possono provare piacere, eccitazione e gioia, ma anche dolore e angoscia.

I polpi sono animali complessi e intelligenti, sono animali incredibili che hanno bisogno di interagire con l’ambiente. Quindi gli allevamenti, che si caratterizzano per essere inospitali e sterili, non sono luoghi adatti a loro”, assicura la dott.ssa Elena Lara, direttrice della ricerca al CIWF e autrice di Allevamento intensivo di polpi: una ricetta per il disastro.

Così anche la comunità scientifica ha lanciato l’allarme mettendo in evidenza i progressi accademici che forniscono prove per determinare che i polpi sono esseri senzienti. Una decisione come quella degli allevamenti ha grandi risvolti etici, ma anche politici, perché i polpi potrebbero beneficiare di norme assistenziali che li tutelino.

Sono animali molto intelligenti e queste condizioni sono fondamentali per comprendere il problema, perché per vivere hanno bisogno di essere nelle condizioni di sviluppare le loro capacità cognitive, senza le quali si annoierebbero, causando di conseguenza problemi di stress che a loro volta finirebbero per indebolire il loro sistema immunitario e predisporli a malattie. Inoltre, sono individui senza uno scheletro interno o esterno, con pelle molto sensibile, hanno bisogno di rifugi dove nascondersi e, in cattività, la norma è tenerli in acquari dove non possono rifugiarsi e danneggiarsi a vicenda con facilità”, spiega María Suñol, ricercatrice e dottoressa in Neuroscienze presso l’Università di Barcellona.

Lourditas e la nuova industria dello sfruttamento

Nonostante l’allarme sull’eccessivo sfruttamento dei mari e degli oceani, ogni anno la domanda e il valore del polpo comune (Octopus vulgaris) aumentano. Da anni il settore dell’acquacoltura punta su questi meravigliosi animali, tuttavia una serie di caratteristiche biologiche, difficili da gestire in cattività, hanno impedito finora il loro allevamento su larga scala. Purtroppo qualcosa potrebbe cambiare.

Il progetto di Nuova Pescanova è la conclusione di decenni di ricerca da parte di organizzazioni come l’Istituto spagnolo di oceanografia (IEO). Per assurdo, la multinazionale considera che il loro futuro allevamento tenga conto del benessere degli animali e della sostenibilità, vantandosi di Lourditas, il primo polpo a nascere, crescere e diventare mamma in cattività, con dei pronipoti appena diventati a loro volta genitori. Pronipoti che quest’estate arriveranno dal loro centro di Pontevedra in un piatto.

L’impegno del Grupo Nueva Pescanova per l’acquacoltura come attività complementare alla pesca mira a garantire la disponibilità delle risorse marine per le generazioni future, promuovendo nel contempo una maggiore protezione delle zone di pesca selvatiche”, si legge nel sito della multinazionale.

Come degli allevamenti di esseri senzienti progettati per essere “cibo” e condannati a una vita di schiavitù in gabbie galleggianti possono essere considerati benessere? Per non parlare della leggerezza dell’uso della parola sostenibilità. Per contribuire all’arresto dell’esaurimento delle risorse marine si dovrebbe ridurre il consumo, non favorirlo. Inoltre, piuttosto che investire nello sfruttamento animale, perché non si cercano alternative al polpo come si sta facendo con la carne?

L’allevamento di polpi in Messico

Moluscos del Mayab

©Moluscos del Mayab/Facebook

La Spagna non è l’unico paese a cercare di allevare i polpi. In Messico un gruppo di donne della comunità Sisal, nello Yucatán, ha formato la cooperativa Moluscos de Mayab che con l’appoggio dei ricercatori dell’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM) punta ad avviare il primo allevamento di Octopus maya.

Come conseguenza del cambiamento climatico, il mare al largo delle coste dello Yucatán si sta riscaldando, il che, secondo recenti studi, potrebbe influire sulla riproduzione della specie e quindi sulla biodiversità marina, con tutte le conseguenze economiche, sociali e ambientali che questo comporterebbe, comprese delle ripercussioni sui mezzi di sussistenza degli abitanti di Sisal.

Ovviamente non saranno gli allevamenti a salvare il polpo dal riscaldamento delle acque e dalla pesca eccessiva, come vogliono farci credere. È la nostra visione antropocentrica a vedere come soluzione lo sfruttamento.  La stessa Silvia della cooperativa Moluscos de Mayab ha confessato che ogni giorno devono dare da mangiare ai polpi in determinati orari, se sfiori qualche minuto gli esemplari iniziano a divorarsi a vicenda.

Solitari, capaci di sognare, con tre cuori, otto braccia e alti livelli di intelligenza, i polpi sono senza dubbio creature affascinanti. Mentre nel Regno Unito sono stati riconosciuti come essere senzienti da tutelare nel disegno di legge sul benessere animale, la Spagna tra poco inizierà a commercializzare il suo sfruttamento in gabbia per rispondere “alla domanda” commerciale. Domanda creata dai nostri consumi eccessivi.

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Fonte: Pacma / UNAM / LSE / El País / Público

Per un approfondimento sui motivi per cui gli allevamenti di polpi devono essere fermati, leggete anche:

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Comunicatrice sociale specializzata in giornalismo ambientale e terzo settore, un master in Comunicazione Ambientale e uno in Innovazione Sociale. In greenMe ha trovato il suo habitat ideale.

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