Perché le foreste pluviali sono così importanti, ma le stiamo devastando

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Le foreste pluviali sono preziose per regolare il ciclo del clima e dell'acqua e combattere l'inquinamento, ma invece di salvaguardarle le stiamo distruggendo: nel silenzio generale, solo nel 2021, abbiamo raso al suolo oltre 11 milioni di ettari, di cui circa 5 in Amazzonia

Le foreste pluviali sono i nostri polmoni verdi. Non è soltanto un modo di dire e dovremmo ricordarcelo sempre, non solo in occasione del World Rainforest Day, che si celebra oggi: queste foreste, infatti, ospitano circa la metà di tutte le specie animali e vegetali del mondo e ci aiutano a regolare il clima. Eppure, le stiamo distruggendo ogni giorno di più per fare posto a coltivazioni e allevamenti intensivi di bestiame.

I numeri relativi alla deforestazione delle foreste tropicali sono allarmanti: soltanto nel 2021 abbiamo divorato circa 11,1 milione di ettari di copertura arborea, come confermato da uno studio realizzato di recente dall’Università del Maryland.

A farne le spese è principalmente l’Amazzonia, che sta sparendo a vista d’occhio: basta guardare le immagini satellitari per rendersi conto della portata della deforestazione, che ha raggiunto livelli record a causa della politica ecocida del Presidente brasiliano Jair Bolsonaro. In totale nel corso del 2021 sono scomparsi 1,5 milioni di ettari di foresta.

Purtroppo, i dati registrati agli inizio del 2022 sono più spaventosi del previsto. Lo scorso gennaio, infatti, è stato battuto un nuovo record: in quel mese sono andati persi ben 430 chilometri quadrati totali di superficie (numeri che non si vedevano dal 2015). Le foreste del Brasile, un tempo incontaminate, sono ormai in mano alle lobby del legname, dell’estrazione mineraria e dell’agroindustria, che godono della protezione di Bolsonaro, mentre le popolazioni indigene sono costantemente sotto attacco e a rischio sterminio.

Non va molto meglio nella Repubblica Democratica del Congo, dove lo scorso anno sono stati devastati 499 ettari di alberi. Il Paese è tristemente noto per essere alle prese con scontri armati, stupri su donne e bambini e un selvaggio sfruttamento delle risorse naturali.

La foresta pluviale della Cuvette Centrale, la più estesa della Terra, dopo l’Amazzonia, rischia di essere distrutta, visto che di recente il governo della Repubblica Democratica del Congo ha dato l’ok per procedere con l’estrazione di petrolio. Ma la deforestazione è cresciuta anche in altri Stati come la Bolivia, l’Indonesia, il Peru e la Colombia.

deforestazione foreste pluviali

@World Resources Institute

Le foreste pluviali sono preziose per l’ambiente e la nostra vita

Ma perché le foreste pluviali, che si trovano dall’altra parte del mondo rispetto al posto in cui viviamo, sono così vitali per la Terra? Queste foreste da sole ricoprono soltanto il 7% delle terre emerse. Nonostante ciò, ospitano circa la metà dei tutte le specie sia vegetali che animali del nostro Pianeta, non soltanto le creature iconiche come le scimmie e i bradipi.

Come suggerito dal loro nome, ricevono piogge abbondanti durante tutto l’anno e rilasciano importanti quantità di vapore acqueo nell’atmosfera. In questo modo contribuiscono a regolare il flusso idrico globale e il clima.

Inoltre, le foreste pluviali proteggono il suolo dall’erosione e si comportano come un vero e proprio polmone immagazzinando grandi quantità di anidride carbonica (anche se, purtroppo, ne riescono ad assorbire sempre meno): rappresentano, quindi, delle valide alleate contro l’inquinamento.

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Fonti: WWF/World Resources Institute

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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