La Grande Barriera Corallina rischia un nuovo sbiancamento di massa a causa del caldo record

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Il caldo record di quest'inverno sta portando la Grande Barriera Corallina sull'orlo di uno sbiancamento di massa: l'allarme degli scienziati

La Grande Barriera Corallina, uno dei patrimoni naturali più preziosi e incantevoli del nostro Pianeta, è agonizzante ed è già sull’orlo di un nuovo sbiancamento di massa. A mettere a rischio la sua sopravvivenza il caldo record delle ultime settimane. Le temperature medie dell’acqua a metà dicembre sono state di almeno 0,5°C più elevate rispetto a qualsiasi altra estate.

I dati hanno sorpreso gli stessi esperti del Coral Reef Watch del Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), impegnati nel monitoraggio.

Non c’è mai stato uno stress da caldo come quello appena registrato – ha ammesso dottor William Skirving, ricercatore senior del Noaa – È completamente fuori dal comune, le temperature minime erano superiori alle massime precedenti. Questo è quasi certamente un segnale del cambiamento climatico. Essere uno scienziato in questo campo al giorno d’oggi a volte è un po’ da incubo. A volte vorrei sapere un po’ meno.

Il fenomeno di deterioramento, che ha risparmiato soltanto il 2% di questo ricchissimo e delicato ecosistema marino (Patrimonio Unesco dal 1981), si è intensificato sempre di più a partire dal 1998, ma negli ultimi 5 anni la situazione sembra ormai fuori controllo. La Grande Barriera Corallina, che si estende per 2.300 km,  ha subito tre principali eventi di sbiancamento di massa durante le ondate di calore che si sono verificate nel 2016, 2017 e 2020 e adesso si appresta a viverne un’altra, altrettanto preoccupante.

Il piano dell’Australia per salvare la Grande Barriera Corallina

Per cercare di salvare questo straordinario patrimonio naturale le autorità di Canberra ha stanziato un miliardo di dollari australiani, da ripartire in 9 anni. La decisione è arrivata anche per evitare che la Grande Barriera Corallina venga inserita nella lista nera dell’UNESCO (in cui ha rischiato di finire anche Venezia).

“Intendiamo sostenere la salute della barriera corallina e il futuro economico degli operatori turistici e delle comunità del Queensland che sono al cuore dell’economia della barriera corallina” ha annunciato Scott Morrison.

I fondi saranno destinati a una serie di progetti volti a limitare l’erosione, migliorare le condizioni del suolo e ridurre l’impatto delle sostanze che finiscono per inquinare l’oceano. Un’altra parte dei finanziamenti, invece, verrà utilizzata per arginare il fenomeno della pesca illegale e combattere le specie dannose, tra cui le stella di mare (Acanthaster viola) che divora i coralli e sta proliferano a causa dell’inquinamento.

Tuttavia, l’Australian Conservation Foundation ha commentato che migliorare la qualità dell’acqua è fondamentale, ma senza azioni concrete contro la crisi climatica (e il conseguente aumento delle temperature) la Grande Barriera Corallina è condannata a morte.

Sono necessari sforzi maggiori per scongiurare l’ennesimo grande sbiancamento di massa e proteggere davvero questo tesoro ineguagliabile.

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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