La Germania verso lo stop al nucleare: entro il 2022 sei centrali saranno spente

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Lo avevano detto 10 anni fa e lo stanno facendo davvero: in Germania il nucleare sarà definitivamente dismesso entro la fine del 2022

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Lo avevano detto 10 anni fa e lo stanno facendo davvero: in Germania il nucleare sarà definitivamente dismesso entro la fine del 2022. Tre centrali sono già in fase di dismissione e altre tre lo saranno entro 12 mesi. Lo ha annunciato il ministero federale dell’ambiente e della salvaguardia dei consumatori tedesco.

In particolare le centrali nucleari di Brokdorf, Grohnde e Gundremmingen C saranno offline entro il 31 dicembre 2021, mentre Emsland, Isar 2 e Neckarwestheim 2 entro il 31 dicembre 2022 al più tardi.

Un’altra tappa importante nell’eliminazione graduale del nucleare decisa nel 2011 con ampio consenso sarà completata dunque come previsto, mentre il Governo garantisce che non ci saranno problemi di approvvigionamento energetico in Germania.

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L’eliminazione graduale del nucleare rende il nostro Paese più sicuro e aiuta a evitare scorie radioattive – commenta Steffi Lemke, ministro federale per l’ambiente e la salvaguardia dei consumatori – Dal 2011, la Germania ha tracciato una linea su una tecnologia altamente problematica in un processo ordinato e affidabile

Lo stop al nucleare, comunque, non può prescindere dalla garanzia di approvvigionamento energetico sostenibile. Il Paese sta infatti investendo molto nelle rinnovabili alle quali punta per il totale distacco da tutte le fonti fossili. Lo scorso mese di marzo, non a caso, anche l’ex centrale a carbone di Steag di Lünen, in fase di demolizione, è “esplosa” e le immagini hanno rappresentato un simbolo potente e molto evocativo dell’imminente eliminazione del carbone.

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Stiamo mettendo in pratica l’eliminazione graduale del nucleare in Germania in un modo regolamentato dalla legge – spiega Robert Habeck, ministro federale dell’economia e della salvaguardia del clima – La sicurezza dell’approvvigionamento in Germania è ancora garantita. Ora è importante portare avanti la ristrutturazione di tale approvvigionamento, che deve essere sostenibile come prerequisito fondamentale per allineare la nostra economia e la nostra industria con la neutralità climatica in modo da creare così prosperità sostenibile. Con la massiccia espansione delle energie rinnovabili e l’accelerazione dell’espansione della rete, dimostreremo che questo è possibile in Germania

Il governo tedesco, comunque, precisa che il suo impegno per l’eliminazione graduale del nucleare tutt’altro che concluso. È infatti importante completare in sicurezza questo processo, compreso lo smantellamento, e portare avanti la ricerca di un deposito per i rifiuti radioattivi ad alta attività, nonché di soluzioni permanenti per i rifiuti radioattivi a bassa e media attività.

Nel frattempo, però, non tutti i Paesi europei seguono l’esempio tedesco. Lo scorso febbraio, infatti, la Francia ha deciso che i vecchi reattori nucleari potranno continuare a lavorare fino a 50 anni, estendendo di un decennio la durata operativa dei 32 più vecchi del Paese.

Decisione in  controtendenza ambientale (ma bisogna tenere conto che l’energia nucleare soddisfa circa il 70% del fabbisogno elettrico francese, più che in qualsiasi altro Paese), verso la quale, purtroppo, anche l’Italia ha mantenuto il silenzio.

Proprio la Francia ha infatti rilanciato questa fonte di energia, guidando un appello di 10 Paesi europei che hanno sottoscritto una lettera dal titolo “Perché gli europei hanno bisogno dell’energia nucleare?”, indirizzata a Bruxelles.

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Le promesse mantenute della Germania serviranno da traino verso lo stop generalizzato?

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Fonte:   Ministero federale dell’ambiente e della salvaguardia dei consumatori Germania

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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