Le comunità energetiche italiane fanno scuola in Europa, a Enea 2,5 milioni per promuovere le CER

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Autoconsumo e comunità energetiche, sempre più realtà nel nostro Paese. Le CER possono dare la possibilità ai consumatori di diventare produttori di energia, rendendosi sempre più indipendenti fino a staccarsi dalla rete. In Italia ci sono diversi esempi di successo: dalla pioniera a Magliano D’Alpi, ora esistono oltre 50 comunità

Supportare il processo di diffusione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) su scala locale, nazionale ed europea, identificando barriere, opportunità, misure e soluzioni tecnologiche specifiche per ogni contesto geografico.

È l’obiettivo del progetto Ue COM RES, finanziato dal programma Horizon2020 con 2,5 milioni di euro, che vede ENEA tra i partner di ricerca per facilitare lo scambio di esperienze e il trasferimento di buone pratiche verso altri contesti territoriali. Nel progetto sono coinvolti 16 partner di nove Paesi europei.

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In Italia abbiamo individuato, come best practice da esportare in Europa, la comunità energetica ‘Energy City Hall’ di Magliano Alpi, in Piemonte, costituita nel 2020. Qui un impianto fotovoltaico da 20 kWp installato sul tetto del palazzo comunale produce l’energia che viene condivisa con la CER, per soddisfare i consumi della biblioteca, della palestra, delle scuole e di alcuni residenti che per primi hanno aderito al nucleo di partenza, spiega Gilda Massa, ricercatrice del Laboratorio ENEA di Cross Technologies per distretti urbani e industriali. Allo stesso impianto saranno poi collegate due colonnine di ricarica elettrica, utilizzabili gratuitamente dai residenti. Il Piemonte si è dato l’obiettivo di una copertura del 10% del territorio con le comunità energetiche ma, in generale, l’Italia ha un grande potenziale di sviluppo di questa nuova forma di associazione ‘energetica’ volontaria, che potrebbe arrivare a circa 130 mila comunità, aggiunge.

La best practice di Magliano Alpi è stata identificata dal transfer team della Lettonia come una realtà da cui poter partire per un’azione di trasferimento nel Paese baltico.

Ne abbiamo parlato qui: A Magliano Alpi nasce la prima comunità energetica d’Italia

E non solo. Al momento, a Magliano Alpi sono in costituzione due nuove CER per una potenza installata di 108 kWp e, grazie alle recenti modifiche del sistema normativo definitivo (legge 199/2021), le tre comunità saranno fuse in un’unica più grande. Inoltre, il Comune sta stipulando accordi con altre città (Matera in Basilicata, Collesalvetti in Toscana e la Comunità Collinare del Friuli) per trasferire il proprio modello di comunità energetica rinnovabile basato su: cinque elementi strategici (pianificazione, governance, costruzione, gestione e replica), una piattaforma digitale IoT per l’analisi e la gestione dei dati su GO-CER (Gruppo Operativo Comunità Energetiche Rinnovabili).

Si tratta del primo network locale di competenze professionali per la realizzazione di CER, che agisce su tre livelli principali: verso i cittadini, per diffondere la consapevolezza dei vantaggi delle comunità energetiche e proporre loro aziende locali e professionisti in grado di realizzarle; verso le organizzazioni, come la PA, per sostenere e seguire il progetto nella sua interezza (dallo studio di fattibilità alla costruzione degli impianti al coinvolgimento dei cittadini) e, infine, verso i gestori delle comunità energetiche per supportare a diversi livelli le esigenze della comunità locale.

Fonte: ENEA

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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