Così la Finlandia apre la centrale nucleare più potente d’Europa (nel pieno di una possibile guerra energetica in Europa)

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La prima centrale nucleare europea ad aprire in 15 anni ha iniziato la produzione in Finlandia nei giorni scorsi, in un momento cruciale per la fornitura di energia dopo l’invasione russa dell’Ucraina. La Finlandia ha quattro reattori nucleari che forniscono circa il 30% del fabbisogno elettrico: Loviisa 1, Loviisa 2, Olkiluoto 1, Olkiluoto 2. Ora è stato messo in funzione il quinto reattore della centrale nucleare, Olkiluoto 3

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Nel bel mezzo di una guerra e con le opinioni che abbondano un giorno sì e l’altro pure sulla sicurezza della centrale di Chernobyl, un’altra notizia squarcia la dormiente Europa (dormiente in fatto di politiche ambientali, se non qualche sparuta eccezione): la Finlandia ha inaugurato la centrale nucleare più potente d’Europa.

Dodici anni ci sono voluti per mettere in funzione il reattore nucleare, che ha iniziato i test sabato di produzione sabato 12 marzo.

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Siamo a Olkiluoto, nel Mar Baltico, e da qui questa notizia arriva tra i crescenti timori di una guerra energetica in Europa, dopo che Mosca ha minacciato di chiudere un importante gasdotto verso la Germania se i Paesi europei dovessero vietare le importazioni di petrolio russo.

Di fatto, una volta pienamente operativo, il reattore Olkiluoto 3, gestito da TVO (Teollisuuden Voima), dovrebbe soddisfare il 14% della domanda di elettricità della Finlandia, riducendo la necessità di importazioni in primis dalla Russia.

Olkiluoto 3 ridurrà la dipendenza dalle importazioni della Finlandia e diventerà una zona di prezzo più conveniente, spiega l’economista Alexander Esser.

Il reattore da 1,6 gigawatt che doveva in prima battuta essere aperto nel 2009, ha iniziato la produzione di prova a poco più di 0,1 gigawatt, solo una piccola frazione della sua capacità, con un aumento della produzione di elettricità completa e regolare previsto entro la fine di luglio.

OL3 migliora significativamente l’autosufficienza elettrica della Finlandia e aiuta a raggiungere gli obiettivi di neutralità del carbonio”, ha affermato l’operatore Teollisuuden Voima (Tvo) in una nota. In questo modo, Helsinki potrà ridurre l’importazione di energia dalla Russia così come da altri Paesi quali Svezia e Norvegia.

L’invasione dell’Ucraina ha costretto Governi europei a riconsiderare la loro dipendenza dall’energia russa (la Russia fornisce circa il 40% del gas europeo e oltre un quarto del suo greggio). Ed effettivamente i prezzi del gas europeo ha raggiunto livelli record all’inizio di questo mese, poiché la guerra ha continuato a devastare i mercati energetici, minacciando di peggiorare la crisi.

L’ultima volta che una nuova unità di una centrale nucleare era stata messa in funzione in Finlandia è stato oltre 40 anni fa, mentre in Europa si parla di circa 15 anni fa. Ma la domanda che ci si deve porre è: è inevitabile o no che in un mondo che va verso la transizione energetica si debba pensare al nucleare?

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Fonti Reuters / TVO

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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