L’Europa può contemporaneamente porre fine alla dipendenza dalla Russia e raggiungere gli obiettivi climatici

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Due bellissimi piccioni con una fava: la fine della dipendenza energetica della Russia e il raggiungimento degli obiettivi climatici. I Paesi europei, investendo risorse nelle energie pulite, si svincolerebbero dalla Russia (dandole anche veri colpi economici anti guerra) e darebbero la vera spinta verso gli obiettivi climatici: lo scrivono gli scienziati contattati da Nature

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L’Europa dipende largamente dalla Russia per le fonti energetiche fossili, soprattutto petrolio e gas naturale, che di certo non vanno verso l’ambiente e gli obbiettivi climatici 2030 e 2050. Con maggiori investimento nelle energie pulite, scrivono gli scienziati su Nature, si otterrebbero quindi due risultati in un colpo solo: stop alla dipendenza dalla Russia e sì ad ambiente e clima.

L’invasione dell’Ucraina è stato uno shock che ha portato agli occhi di tutti, insieme alle atrocità della guerra, anche tutti i nostri fallimenti energetici (e non solo). Gli Usa e l’Ue hanno risposto con sanzioni economiche che però, per ora, non hanno fatto retrocedere Vladimir Putin. Sul piano energetico, in particolare, l’embargo del carbone non sembra molto efficace considerati i pochi ricavi confrontati con quelli della vendita di petrolio e gas.

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Purtroppo il fabbisogno energetico dell’Europa impedisce a molti Paesi di intraprendere un’azione ancora più forte sul fronte economico, per esempio dando lo stop all’importazione di gas e petrolio. La Russia fornisce infatti all’Unione Europea circa il 40% del suo gas naturale, circa il 25% del suo petrolio e quasi il 50% del suo carbone (che comunque costa meno). E questo commercio continua.

In risposta alle sanzioni imposte, il Presidente russo ha approvato un decreto in cui si affermava che le forniture di gas alle nazioni “ostii” sarebbero state interrotte se i clienti non avessero pagato in rubli (piuttosto che in dollari USA o euro). In realtà, nonostante il rifiuto dell’Occidente, i flussi di materia energetica continuano. Ma restiamo sotto ricatto. E con noi in Pianeta, vessato dall’utilizzo di risorse inquinanti.

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Ma possiamo fermare questo treno infernale

rinnovabili battono carbone 2021

@pitinan/123rf

Qualunque cosa accada, la minaccia è un segno che l’UE deve accelerare i suoi sforzi per abbandonare la sua dipendenza dai combustibili fossili della Russia – scrivono gli scienziati su Nature – Sottolinea anche qualcosa che i ricercatori che studiano clima, energia ed economia hanno affermato per decenni: che la sicurezza climatica e la sicurezza energetica sono collegate

Stiamo finanziando infatti una guerra con l’inquinamento del Pianeta.

Svincolarsi dalla Russia richiede però azioni immediate su molti fronti, incluso il lancio di una serie di progetti di energia pulita e l’introduzione di una serie di misure di risparmio energetico ed efficienza.

Se l’obiettivo immediato è mantenere le luci accese, l’obiettivo a lungo termine deve essere la decarbonizzazione – si legge ancora sull’editoriale – che consentirà all’Europa di porre fine alla sua dipendenza dalla Russia e contemporaneamente di raggiungere i suoi obiettivi climatici

Come riporta l’ultimo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change questo significa sostituire rapidamente i combustibili fossili che alimentano i sistemi elettrici nazionali e regionali con alternative rinnovabili, ma anche usare veicoli che funzionano con elettricità o idrogeno da fonti rinnovabili e adattare case e aziende per utilizzare meno e produrre di più energia.

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Saranno necessarie inoltre diverse strategie di efficienza energetica e di cattura del carbonio per ripulire l’industria pesante.

Niente di tutto questo sarà facile, ma se il mondo vuole un futuro più sicuro e più pulito, non abbiamo scelta

concludono gli scienziati.

Cosa altro deve succedere per farci cambiare passo?

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Fonte: Nature

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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