Omar Di Felice ce l’ha fatta, ha concluso il suo giro del mondo artico in bicicletta: è il primo ciclista ad attraversare il Polo Nord

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Non si è fatto scoraggiare né dal freddo né dagli imprevisti. Dopo due mesi, si è conclusa l'emozionante avventura del ciclista estremo Omar Di Felice che ha girato il Polo Nord in sella ad una bici per lanciare un potente messaggio sulle conseguenze nefaste della crisi climatica

Nessuno finora si era spinto così oltre nell’Artico su due ruote. Ma dopo due mesi in giro, l’ultracyclist italiano Omar Di Felice è riuscito nella sua impresa titanica: completare il primo giro del Polo Nord in sella ad una bicicletta. L’ex ciclista professionista era partito lo scorso 2 febbraio dalla penisola russa di Kamchatka, attraversando i Paesi del circolo polare artico.

La meta scelta da Di Felice non è affatto casuale: l’Artico rappresenta una delle aree del Pianeta il cui volto sta mutando troppo rapidamente a causa della crisi climatica. In quest’area, infatti, le temperature stanno aumentando due volte più velocemente rispetto alla media globale.

L’impresa di Omar Di Felice,  sostenuta dall’associazione Italian Climate Network (ICN), nasce quindi con l’obiettivo di accendere i riflettori sulle conseguenze nefaste di cambiamenti climatici e spingere l’umanità ad agire. Nel corso di queste settimane l’ICN ha approfondito con l’atleta e attivista l’impatto della crisi climatica sui Paesi del Polo Nord scienziati, con una serie incontri ai quali hanno preso parte climatologi, geografi, politologi, ricercatori ed esperti di turismo sostenibile.

Il primo Giro del mondo artico è stato anche il secondo capitolo del progetto Bike to 1.5°C che ha visto Omar nel ruolo di divulgatore sul tema dei cambiamenti climatici. – aggiunge la Onlus Italian Climate Network – Dopo la presenza alla Conferenza sul clima, la COP26, dove la sua bici è stata la prima ad entrare ufficialmente alle Nazioni Unite, questa volta il percorso è stato anche teatro di conferenze e dibattiti con esperti sulle criticità dell’Artico e le conseguenze del riscaldamento globale.

I Paesi attraversati da Omar Di Felice

Durante la sua lunga (e per niente facile per via del freddo!) avventura, Omar Di Felice ha attraversato la Lapponia, da Murmansk (Russia) a Tromsø (Norvegia) per poi andare ad esplorare le Isole Svalbard, la Groenlandia e l’Islanda.

Infine, è approdato nelle regioni artiche del nord America dove ha pedalato tra Whitehorse (regione dello Yukon, Canada) fino alla linea del circolo polare artico in Alaska (Usa) lungo la celebre Dalton Highway.

Il suo viaggio è stato una continua scoperta, costellata di scenari mozzafiato.

L’emozionante giro del Polo Nord ha posto l’accento su quel fenomeno conosciuto come “amplificazione artica”.

Mentre la superficie terrestre nel suo insieme si è riscaldata di circa 1.2°C dalla rivoluzione industriale, le temperature non stanno aumentando allo stesso ritmo in tutta la Terra. Come confermato da diversi studi, questa stanno aumentando molto velocemente al Polo Nord.

Il fenomeno dell’amplificazione artica sta causando cambiamenti importanti per le comunità artiche, ma preoccupa anche i climatologi per un altro motivo. – spiega Marirosa Iannelli, Coordinatrice Clima e Advocacy di Italian Climate Network e responsabile scientifica del progetto Bike to 1.5°C – Se il permafrost -il terreno ghiacciato dove da millenni sono intrappolate enormi riserve di gas metano, dovesse scongelarsi, finirebbero in atmosfera enormi quantità di gas serra, accelerando in modo drammatico il riscaldamento globale.

Bike to 1.5 C°: la rivoluzione green in bicicletta

Attraversando il Polo Nord in sella ad una bici Omar di Felice ha voluto lanciare un messaggio molto potente per promuovere la transizione ecologica. Utilizzare questo mezzo sostenibile preferendolo alle auto (per raggiungere il posto di lavoro e muoverci in città) può aiutarci concretamente a combattere l’inquinamento e a contenere le temperature globali entro la soglia 1,5°C fissata dall’Accordo di Parigi.

Lo scorso 15 marzo è stata adottata una risoluzione all’ONU storica, chiamata “Integrazione della bicicletta tradizionale nei sistemi di trasporto pubblico per lo sviluppo sostenibile – sottolinea Marirosa Iannelli – Infatti aumentare l’uso della bicicletta attraverso una migliore sicurezza stradale e promuoverne l’uso come mezzo di trasporto quotidiano aiuterà a raggiungere lo sviluppo sostenibile, compresa la riduzione delle emissioni di gas serra”. La risoluzione incoraggia gli stati membri a “prestare particolare attenzione alla bicicletta nelle strategie di sviluppo trasversali, compresi i servizi di bike sharing”, così come quando possibile nelle “politiche e programmi di sviluppo internazionali, regionali, nazionali e subnazionali”.

La bicicletta è simbolo di riscoperta e della rivoluzione green di cui tutti noi dobbiamo farci promotori!

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Fonti: Italian Climate Network/Omar Di Felice

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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