Cosa sono le pietre della fame appena riemerse dopo 500 anni (e il loro monito più inquietante)

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L’attuale siccità ha fatto in modo che le cosiddette “pietre della fame” riaffiorassero sulle sponde dell'Elba. I loro sono avvertimenti (quasi macabri) che arrivano dai nostri antenati sulla carestia

Se mi vedi, piangi”, così sull’Elba, il fiume che attraversa la Repubblica Ceca e la Germania, riaffiorano le “pietre della fame”. Le loro sono inquietanti e allarmanti incisioni, che lanciano un monito alle generazioni future: l’acqua sta finendo.

Le Hungerstein (o in inglese hunger stone) erano di fatto una sorta di punto di riferimento idrologico comune nell’Europa centrale. Poste in Germania e negli insediamenti etnici tedeschi in tutta Europa tra il XV e il XIX secolo, le “pietre della fame” fungevano in pratica da promemoria e avvertimento di una incombente carestia.

Incastonate in un fiume e una volta riemerse durante una siccità, il loro scopo era proprio quello contrassegnare il livello dell’acqua come avvertimento per le generazioni future che avrebbero dovuto sopportare le difficoltà legate alla carestia.

Molte di queste pietre, con intagli o altre opere d’arte, furono erette in seguito alla crisi della fame del 1816-1817 causata dalle eruzioni del vulcano Tambora. Ma l’esempio più noto risale al 1918 ed è proprio quello che si trova nel fiume Elba, a Děčín, Repubblica Ceca, su cui è inciso “Wenn du mich siehst, dann weine” (“Se mi vedi, piangi”).

Un vero e proprio scioccante avvertimento.

Il caldo estremo in tutta Europa ha causato nelle ultime settimane enormi incendi boschivi e la pressocché totale la mancanza di acqua: basti considerare che la scorsa settimana il flusso d’acqua del fiume Reno è sceso di sette centimetri.

Utilizzate per secoli per allertare la popolazione delle possibili conseguenze di un fiume in secca, le “pietre della fame” portano con loro anche l’idea della sofferenza, del rischio di carestia, dei raccolti scarsi.

Non vogliamo pensare che tutto questo possa accadere anche a noi, nel 2022. Eppure le Hungerstein ​​stanno affiorando.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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