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Popillia japonica: i trucchi e i consigli per proteggere orti e giardini dal coleottero killer

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La Popillia japonica è un insetto che sta minacciando i nostri orti e le nostre piante. Scopriamo la sua origine e come proteggere le colture

La Popillia japonica nota anche come coleottero killer o coleottero giapponese è una specie di insetto proveniente dal Giappone, e che da qualche anno sta invadendo il nord Italia minacciando numerosi orti e giardini.

Questo animaletto ha una caratteristica particolare, ossia l’enorme voracità con la quale attualmente sta distruggendo numerose aree verdi nel settentrione, in particolare la zona del Piemonte e della Lombardia.

Scopriamo cos’è nel dettaglio e come proteggere piante e colture. (Leggi anche: Popillia japonica, il pericoloso coleottero giapponese sta invadendo e distruggendo i nostri campi)

Popillia japonica: cos’è

La Popillia japonica è un insetto molto vorace che si nutre sia di alberi da frutto sia di piante ornamentali che spontanee. Ciò che spaventa maggiormente è la velocità di propagazione, e che al momento non è stato individuato ancora un metodo per allontanare il coleottero killer.

Arrivato da Giappone, dal 2014 a oggi questo insetto lo troviamo negli Stati Uniti, nelle Azzorre e in Italia settentrionale, Piemonte e Lombardia, ossia dove si registra una maggior presenza di umidità. 

Nasce come larva e all’inizio del suo ciclo vitale si ciba principalmente delle radici di graminacee; da adulto, invece, predilige le piante da frutto, quelle spontanee e le piante ornamentali che divora a una velocità e un ritmo spaventosi.

Come proteggere orti e giardini

Vista la voracità del coleottero killer a temere di più sono i nostri orti e giardini, poiché questo insetto ama cibarsi di svariate piante creando ingenti danni anche all’agricoltura.

Al momento non esiste un metodo per proteggere le aree verdi, ma si può agire in diversi modi; ad esempio manualmente alla sera, ossia il momento in cui sono inattivi, si può uscire in giardino e cercare questi insetti per poi rimuoverli autonomamente e inserirli in una bacinella colma di acqua.

Un’altra soluzione green e bio è usare l’olio di Neem che contiene un principio attivo non molto gradito al coleottero; oppure si possono usare dei nematodi entomopatogeni, ossia dei microscopici organismi che penetrano nelle larve del coleottero e vi inoculano dei batteri che si riproducono nutrendosi della larva stessa. Si tratta di una specie di trappole innocue per l’uomo, gli animali e le coltivazioni.

Ovviamente, se non si vuole ricorrere a questi metodi è indispensabile la prevenzione, ossia osservare e controllare periodicamente piante e colture, l’unico mezzo attualmente efficace al 100% per proteggere le piante dall’attacco della Popillia japonica.

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.
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