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Quando pensate a Venezia probabilmente la prima immagine che richiamate alla mente non è un orto, ma forse una gondola o uno scorcio della laguna. Eppure proprio a Venezia si trova uno degli orti più belli e più utili del mondo.

Stiamo parlando dell'orto dell'isola della Giudecca. Un orto davvero speciale sia per la sua finalità che per il luogo in cui è stato realizzato. Chi non vive in questa zona forse non sa che l'entroterra di Venezia e le sue isole pullulano di orti con la coltivazione di verdure e di vitigni.

L'orto è curato da Michele Savorgnano, un quarantasettenne veneziano. Il progetto è partito sei anni fa dal recupero di alcune vigne su un terreno di proprietà dell'Istituto di Ricovero e Educazione IRE. Qui si trovavano terreni incolti e abbandonati che hanno iniziato a trasformarsi grazie all'intervento avvenuto in collaborazione con due associazioni, Spiazzi Verdi e Laguna nel Bicchiere.

Il progetto ha incluso il recupero di alcuni stabili che in precedenza ospitavano un orfanotrofio. Ora qui si trovano una casa di riposo per gli anziani e un centro diurno per i malati di Alzheimer. Michele ha studiato lapermacultura e l'agricoltura biologica, da cui è partito per dare vita ai nuovi orti.

Con la permacultura ci si impegna progettare paesaggi in perfetto accordo tra uomo e natura, dove l'uomo possa coltivare e vivere e la natura possa esprimersi. L'idea è quella di progettare con la natura senza dimenticare la sua importanza e seguendo principi etici per quanto riguarda sia la cura della terra che la cura della persona.

È nato così l'orto della Giudecca che è diventato il luogo della laguna che racchiude la maggiore biodiversità. Il motivo è presto detto. Qui si trovano più di 300 varietà di piante, 15 specie di pomodori, 12 specie di basilico, alberi da frutto di varietà antica, prugne, susine e albicocche.

La scelta per la coltivazione di questo orto va soprattutto all'agricoltura sinergica, con una continua e totale copertura del terreno, che è tipica proprio degli orti sinergici, su cui solitamente si dispone della paglia. Non si ara (anche se il lavoro iniziale di preparazione del terreno è stato molto duro), non si concima e non si usano sostanze di sintesi.

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In questo orto si tengono già degli incontri educativi dedicati all'agricoltura ma il sogno sarebbe quello di realizzare una scuola dove aiutare gli studenti a riavvicinarsi alla terra come forma di lavoro e di economia sostenibile. Anche a Venezia alcuni giovani sono interessati al mondo degli orti in una vera e propria svolta verde che ha bisogno di essere alimentata.

E per concludere in bellezza, nell'orto della Giudecca si coltivano anche fiori commestibili che vengono venduti ai ristoranti che li proporranno nel loro menù. Forse non li avete mai assaggiati ma, ad esempio, i fiori di nasturzio sono davvero buonissimi.

Marta Albè

Fonte e foto: ytali.com

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