Meno carne, più Gas. È questa, in sintesi, la fotografia scattata da un'analisi della Coldiretti, dalla quale emerge che uno degli effetti più evidenti della crisi è il cambiamento nelle abitudini alimentari degli italiani. Non necessariamente in senso negativo, visto che nel 2013 è crollato il consumo di carne degli italiani, con un taglio del 7% nelle macellazioni bovine nel primo bimestre rispetto allo scorso anno, mentre è aumentata la diffusione dei gruppi di acquisto solidali (Gas), che ormai coinvolgono il 18,6% degli abitanti.

locavore

Locavoro. Il termine è uno di quei sincretismi moderni che lasciano l'orecchio interdetto. Deriva dall'unione di locale e onnivoro. L'enciclopedia Treccani lo annovera sotto la casella neologismo. Sta nella stessa categoria di vegetariano, vegano, carnivoro. Identifica colui che mangia solo prodotti coltivati nel raggio di qualche centinaia di kilometri. Ennesima etichetta o direzione possibile?

mercato a un passo

Che ne direste di un farmers market di fronte all'ufficio o alla fabbrica? Il momento della spesa dovrebbe essere sacro. Gli acquisti alimentari andrebbero svolti con attenzione, avendo il tempo necessario a propria disposizione e la possibilità di raggiungere i produttori, o almeno i mercati locali, in modo da potersi assicurare frutta e verdura fresca, di stagione e a chilometri zero, a prezzi spesso identici o inferiori a quelli degli analoghi prodotti presenti nei supermercati, ma con una qualità decisamente superiore.

mercato terremoto2

Si è svolto oggi a Bologna il primo farmers market dedicato alle aziende agricole emiliane e lombarde colpite dal terremoto con in vendita tutti prodotti salvati dal sisma. Dal Parmigiano Reggiano al miele, dai latticini ai meloni, dall'aceto balsamico di Modena al Lambrusco: fin dal primo mattino turisti e cittadini hanno fatto la file per acquistare i cibi recuperati dal terremoto, dando così il loro piccolo contributo al rilancio delle aziende agricole locali.

cassetta verdura gas

Complice la crisi ed una maggiore consapevolezza alimentare, gli italiani stanno gradualmente cambiando il loro modo di fare la spesa, andando alla ricerca di prodotti biologici e di qualità, ma i cui prezzi risultino il più possibile contenuti. I GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) hanno lo scopo di offrire a famiglie, singoli individui e realtà collettive la possibilità di accedere a prodotti sani, provenienti dal territorio locale ed a costi non eccessivi. 

pesca miglio zero 

Comprare il pesce direttamente dal pescatore esattamente come già avviene oggi per frutta e verdura dai contadini nei farmers market. Probabilmente sarà già capitato a molti di voi di farlo, in vacanza, magari proprio acquistando dal pescatore appena tornato dalla sua battuta di pesca notturna.

orti in citt

Frutta e verdura fresca di giornata consegnata gratuitamente a casa vostra? La spesa di qualità a domicilio non è più prerogativa solo delle grandi città perché l' utilissimo servizio è attivo anche a Modena, Carpi, Sassuolo e Bologna ovest. Si chiama "Frutti da Favola" e promette di recapitare presso il vostro domicilio frutta e verdura raccolta al momento giusto e praticamente a km 0, senza costi di consegna aggiuntivi a partire da una spesa di 18 euro. Il servizio è nato dall'idea di alcuni imprenditori agricoli provenienti da Reggio Emilia, Modena e Bologna. Il relativo sito web, dal quale è possibile trasmettere i propri ordini, è attivo dal 2011.

cibo_pianeta

Sapete quali alimenti fanno male alla vostra di salute? probabilmente sì, ma sapete anche quali di questi fanno male anche alla Terra? Dopo i 12 modi per ridurre le emissioni a tavola perché non parlare dei 10 alimenti "absolutly not planet-friendly" e quindi assolutamente da evitare per una scelta veramente eco sostenibile!

farmers_market_motivi

Il fenomeno dei farmers market, o mercato del contadino, è in netta crescita, complici sia la crisi economica, che spinge i produttori ad ingegnarsi e a cercare nuovi canali di distribuzione, che la sempre maggiore consapevolezza dei consumatori, che tendono a prediligere la filiera corta per “conoscere” i cibi che portano in tavola. Si consolida così un rapporto diretto, basato molto spesso sulla fiducia, tra chi produce e chi consuma, con notevoli vantaggi per entrambi, oltre che per l’ambiente.

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