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Costruire casette, rifugi e tende dentro casa aiuta lo sviluppo emotivo (e l’indipendenza) dei bambini

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I bambini spesso amano giocare con casette, tende e rifugi di vario genere che costruiscono in casa o in giardino. Una psicologa ne conferma l’importanza, non solo come luoghi di gioco ma anche come veri e propri spazi utili ai più piccoli per una corretta crescita emotiva e lo sviluppo di diverse abilità.

Quasi tutti noi, durante l’infanzia, abbiamo giocato da soli o in compagnia di fratelli e amici a costruire un rifugio che sia una tenda o una casa realizzata con un lenzuolo, dei cuscini e delle sedie. Insomma un luogo nato da fantasia e creatività all’interno del quale potevamo vivere avventure di ogni tipo ma che, soprattutto, diventava uno spazio speciale, segreto e riservato.

Quello che potrebbe sembrare un semplice gioco, è in realtà un’attività molto utile per i bambini. A confermarlo è Laura González, psicologa infantile specializzata in Terapia cognitivo comportamentale oltre che mamma di 3 bambini.

Intervistata dal sito spagnolo Bebès y mas, dedicato al mondo dell’infanzia, Laura González ha fatto sapere che queste casette aiutano lo sviluppo emotivo dei bambini, in particolare a partire dai 4 anni:

“Teoricamente in psicologia, nei primi tre anni di vita dei bambini, la cosa più importante è l’attaccamento. Avere quell’attaccamento sicuro: sapere che sei amato, sapere che sei curato e sapere che sei al sicuro. Ma dall’età di quattro anni, sebbene l’amore e l’attaccamento siano ancora importanti, devono sapere che sono anche indipendenti: hanno autonomia, sanno che possono fare le cose da soli e hanno capacità esecutive, come quella di risolvere problemi e creare cose. Quindi è di solito a questa età che iniziano a realizzare queste “costruzioni”.

Non solo saper creare le cose ma anche imparare autonomia e indipendenza, capacità che nei bambini dovrebbero essere incoraggiate anche dai genitori:

“Per i bambini, fare le tende o le casette e sapere che l’hanno fatto da soli, è qualcosa di molto importante per lo sviluppo della loro indipendenza , che devono iniziare ad avere da quell’età, ma che è difficile da raggiungere quando i genitori sono a casa tutto il tempo a vegliare su di loro”.

Si tratta poi di spazi “segreti” grazie ai quali i bambini possono avere non solo la dovuta privacy ma anche immaginare e creare un personale mondo, inventando avventure e fingendo di essere personaggi o protagonisti di storie.

“Dando loro la privacy per avere questo tipo di piccoli spazi propri, diamo loro ancora più libertà e favoriamo il gioco immaginativo, che è estremamente importante durante l’infanzia e che è importante che abbiano anche da soli. (…) Ci sono giochi che non faranno di fronte a noi, dal momento che attraverso il gioco e l’immaginazione sperimentano e imparano anche dalle proprie emozioni. (…) Avere queste casette offre loro uno spazio e un luogo in cui possono liberare tutte le loro emozioni in modo sicuro e imparare a gestire molte cose grazie alla privacy”.

Non è un caso, sottolinea Laura González, che la costruzione di questi rifugi casalinghi sia aumentato durante il lockdown. Infatti, se nella vita normale al di fuori della quarantena, i bambini hanno molti spazi (a scuola, al parco, al centro sportivo, ecc.) dove interagire con i propri amici, in fase di lockdown potevano immaginare ciò che preferivano proprio all’interno delle loro casette.

Ma i benefici di questo gioco non sono ancora finiti. Grazie alla costruzione di tende, casette e rifugi, i bambini imparano a risolvere problemi, gestire e ordinare gli spazi:

“Fornire questi spazi ai bambini li aiuta a risolvere i problemi, poiché quando costruiscono le loro case iniziano a pensare a come ordinare le cose in modo che reggano, come possono ripararle in modo che non cadano, provano se è meglio farle più large o più piccole, se possono contenere giocattoli, ecc.”.

E ci sono vantaggi anche per i genitori. Quando i bambini giocano con le proprie tende o casette e si prendono del tempo per loro, mamma e papà quindi possono occuparsi di altro.

Dunque, la prossima volta che i bambini saranno impegnanti a costruire casette, tane, tende o rifugi vari, non preoccupiamoci del disordine ma incoraggiamoli a continuare.

Fonte: bebés y mas 

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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