Da Uno a Lego, le aziende di giocattoli stanno rinunciando alla plastica

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Molte grandi aziende di giocattoli un po’ in tutto il mondo (Italia compresa) stanno cercando di diventare più eco-compatibili, riducendo o eliminando la plastica dalle confezioni ma anche dai giochi stessi.

Dopo aver utilizzato per decenni la plastica in prodotti e imballaggi, alcuni produttori di giocattoli maggiormente sensibili ai temi ambientali hanno deciso di fare marcia indietro, considerato il potere inquinante di questo materiale.

Come è ormai tristemente noto, la produzione e lo smaltimento della plastica hanno effetti devastanti sul pianeta. Più volte vi abbiamo mostrato la vera e propria invasione di plastica che stanno subendo la terra e gli oceani.

La pandemia, tra l’altro, ha creato un aumento della domanda di giocattoli e trovare alternative alla plastica anche in questo settore diventa più che mai fondamentale.

C’è da dire poi che, fortunatamente, sempre più genitori sono consapevoli dell’impatto ambientale della plastica e la scelta delle aziende di ridurla sempre più è anche una strategia di marketing “ecologico” per ottenere il favore di una fetta di mercato ben precisa.

Ma vediamo ora quali sono alcuni importanti marchi che stanno virando verso la creazione di giocattoli più “green”.

Uno

Uno ha annunciato il lancio di un mazzo di carte riciclabile al 100%. L’azienda sta rimuovendo infatti il cellophane dalla confezione (le carte invece sono sempre state riciclabili).

Secondo quanto annunciato da questo produttore, entro il 2021 è prevista la rimozione di cellophane da tutti i suoi mazzi di carte.

Lego

Lego ha intenzione di eliminare l’uso di plastica dai suoi imballaggi, sostituendola con carta riciclabile. La società ha affermato che entro il 2021 le confezioni Lego saranno realizzate con materiale rinnovabile o riciclato.

Ma Lego, come si può immaginare, ha un problema ben più grande con la plastica dato che i suoi famosi mattoncini sono realizzati proprio con questo materiale.

I giochi della Lego, che hanno visto un aumento delle vendite durante la pandemia, richiedono 90.000 tonnellate di plastica all’anno per essere prodotti.

L’azienda lavora da tempo per sviluppare alternative alla plastica che possano essere utilizzate per realizzare i mattoncini e, in effetti, alcuni progressi sono stati già compiuti. L’azienda spera di eliminare completamente la plastica entro il 2030.

Little Tikes

Little Tikes, azienda che produce una vasta gamma di giocattoli tra cui biciclette, scooter, altalene e casette, ha lanciato una nuova linea in plastica riciclata, confezionata con imballaggi a loro volta realizzati con materiali riciclati.

Inoltre il marchio ha fatto sapere di aver aggiunto una nuova linea di giocattoli per neonati “Wooden Critters” che utilizzano legno e materiali naturali.

Rock-a-Stack Fisher-Price

I Rock-a-Stacks, giocattoli di Fischer Price, sono praticamente sinonimo di plastica. Si tratta di anelli cavi e colorati che i bambini devono impilare per dimensione e colore su un palo corto.

Entro la fine del 2020 ci sarà un importante cambiamento: i Rock-a-Stacks, fino ad oggi realizzati in plastica, saranno prodotti utilizzando bio-plastica a base di canna da zucchero e imballati in materiale riciclato al 100% o di origine sostenibile.

Quercetti

Anche la nota azienda italiana Quercetti ha scelto di realizzare una serie di giochi in plastica bio.  Si tratta della linea Play Bio che va dai tradizionali chiodini alla pista per le biglie, dai mosaici a viti ai giochi con dadi e bulloni per un totale di 6 proposte differenti.

Tutti i giocattoli della linea sono realizzati con un biocomposito fatto di fibra di legno e plastica ecosostenibile.

L’azienda ha inoltre fatto sapere che amplierà anno dopo anno il suo assortimento con prodotti che rispettino la natura e sensibilizzino i consumatori sui temi ambientali.

Fonte: CNN

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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