baby_biberonCome orientarsi nella scelta del biberon per il proprio bambino? Ne esistono infatti di numerosi tipi - colorati, stilizzati, trasparenti... - e diversi sono anche i materiali impiegati nella loro fabbricazione. Ma quali sono i più sicuri?

In passato, era prevalente l'utilizzo del vetro, una materia prima sicura dal punto di vista igienico, ma che poteva diventare pericolosa in caso di caduta e di rottura. Mano a mano, soprattutto per questioni di praticità, il vetro è stato quasi del tutto sostituito dal policarbonato, un materiale plastico particolarmente resistente, maneggevole, igienico e facile da produrre, al punto da essere utilizzato anche per stoviglie, recipienti da cucina e bottiglie. Bisfenolo_AUn materiale che, oltre ai vari pregi, ha però il difetto di contenere bisfenolo A (BPA), una sostanza chimica che da decenni è oggetto di ricerche, in quanto potenzialmente nociva. Già negli anni Trenta si era sospettata una correlazione tra il suo utilizzo e lo sviluppo di alcuni disturbi del sistema endocrino e, di fatto, i suoi effetti sulla fertilità, sull'apparato riproduttivo e sui sistemi cerebrale e ormonale sono stati e sono ancora oggi al centro di ricerche e di dibattiti scientifici. Anche perché si tratta di un composto organico utilizzato nella produzione di plastiche dure di uso molto comune: non solo il policarbonato, ma anche le resine epossifenoliche, generalmente impiegate per la laccatura interna di scatolame, brik e lattine di alluminio, nonché per il rivestimento di coperchi in metallo e di serbatoi domestici dell'acqua potabile.

Il problema è tornato all'attenzione di media e istituzioni nell'aprile del 2008, quando il governo canadese ha annunciato la messa al bando di tutti i contenitori in plastica che contengono bisfenolo A, cominciando proprio dai biberon. L'U.S. Food and Drug Administration, istituto che fa capo al Dipartimento delle Politiche Sanitarie degli Stati Uniti, ha reagito rassicurando i consumatori americani riguardo alla sicurezza dei prodotti in commercio e commissionando, nello stesso tempo, nuove indagini in materia.

Per quanto riguarda l'Italia e l'Europa, la situazione è monitorata dalla EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), che ha ribadito l'assenza di dati scientifici decisivi per decretare la messa al bando del policarbonato e che già nel 2007 aveva reso pubblica la valutazione sui rischi derivanti dalla migrazione di bisfenolo A negli alimenti. Gli studi compiuti fino a quel momento indicavano in 0,05 milligrammi per ogni chilogrammo di peso corporeo il limite di assunzione giornaliera tollerabile. Un limite entro il quale non ci sarebbe alcun rischio per la salute. Stando a questi parametri, un bambino di tre mesi, del peso di circa 6 kg e interamente alimentato con biberon, dovrebbe consumare più del quadruplo del normale numero quotidiano di poppate prima di raggiungere tale soglia di assunzione giornaliera.

Anche volendosi fidare delle rassicurazioni ufficiali, ci sono delle piccole precauzioni che ogni genitore può adottare quando utilizza un biberon in policarbonato. Bisogna infatti sapere che la migrazione del bisfenolo A dal contenitore all'alimento contenuto si verifica o in presenza di lesioni della plastica oppure se l'oggetto viene sottoposto ad alte temperature. Quindi, per ridurre al minimo il tasso di rilascio, sarebbe sufficiente non scaldare il biberon nel microonde e lavarlo senza adoperare acqua calda, evitando sia l'impiego di spugnette graffianti e detergenti abrasivi, sia l'uso della lavastoviglie. Sarebbe inoltre corretto sostituire l'articolo non appena presenti segni di invecchiamento, graffi o lesioni.

nuby

Per tutti quei genitori che, nel dubbio, preferiscono non rischiare, l'alternativa è scegliere per il proprio bambino un biberon fabbricato con materiali diversi dal policarbonato: non soltanto il vetro, ma anche composti plastici BPA-free estremamente pratici e resistenti, come il polipropilene (PP) e il polietersulfone (PES). Anche optando per questa soluzione, la scelta rimane piuttosto ampia, grazie alla crescente sensibilità delle aziende sul tema: è sufficiente prestare un po' di attenzione alle etichette, escludendo a titolo precauzionale tutti quegli articoli i cui componenti non siano riportati sulle confezioni. 

Tra le varie proposte in commercio, c'è n'è anche una interamente green. Sélection Naturelle, importatore esclusivo per l'Europa dei prodotti Green to Grow, ha recentemente introdotto sul mercato una linea di biberon ecologici, che mira a salvaguardare sia l'ambiente che la salute dei più piccoli. Si tratta di articoli in polietersulfone, prodotti cercando di ridurre al minimo gli scarti di lavorazione e che non contengono né bisfenolo A né ftalati. Gli ftalati appartengono a una famiglia di composti chimici impiegati nell'industria delle materie plastiche, e in particolare nella produzione di PVC, per migliorare la flessibilità e la modellabilità dei prodotti. Si tratta di sostanze accusate di causare danni allo sviluppo dell'apparato genitale e particolarmente insidiose, in quanto tendono a liberarsi dalla plastica e a disperdersi nell'ambiente.

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Green to Grow si impegna a garantire sia l'assenza di composti chimici 'sospetti' dai propri articoli, che la loro piena ecosostenibilità. Basti pensare che gli imballaggi dei prodotti sono realizzati con carta riciclata, mentre i processi di stampa sono interamente ecocompatibili, grazie all'uso di inchiostro di soia. mebbyInoltre, la società conferma le proprie scelte green con l'adesione a 1% for the Planet, un movimento costituito da una rete globale di aziende che si sono impegnate a devolvere l'1% dei propri utili ad associazioni ambientaliste. 

Oltre alla Green to Grow, altri gruppi produttori di biberon e articoli per l'infanzia hanno definitivamente bandito il bisfenolo A: tra queste, l'americana Nuby, con le sue linee 0% Bisphenol A e Natural Touch; Mebby, marchio del gruppo italiano Medel; Mam e Medela, che commercializzano biberon in polipropilene e Nuk, che da anni propone alternative sia in vetro che polipropilene.

Lisa Vagnozzi 

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