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La resistenza agli antibiotici è un’emergenza sanitaria: l’allarme dell’Europa

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La piaga dell’antibiotico-resistenza in Europa, dovuta a un uso smodato e scorretto di questi farmaci, nello studio dell’European Centre for Disease Prevention and Control.

Sempre più diffuso il problema dei batteri resistenti agli antibiotici, tanto da rappresentare una vera e propria emergenza sanitaria. La causa è nell’utilizzo massivo e scorretto di questi medicinali. L’European Centre for Disease Prevention and Control, in collaborazione con le università di Antwerp e di Hasselt, ha realizzato la più ampia e dettagliata descrizione per mappare il consumo di antibiotici all’interno dell’Unione Europea e per identificare le aree dove il loro uso può essere migliorato.

Le grandi discrepanze nel consumo di antibiotici fra i paesi della comunità europea riportate alla fine degli anni ’90 erano ancora evidenti nel 2017. Malgrado il successo di singoli paesi UE nel ridurre il consumo degli antibiotici a livello individuale, non è emersa una riduzione significativa a livello comunitario: la penicillina, l’antibiotico più diffuso in Europa, ha visto un passaggio dai farmaci a stretto spettro verso i farmaci ad ampio spettro; il consumo di chinoloni invece aumenta a seconda delle stagioni. Non sorprende, inoltre, che la qualità nell’uso degli antibiotici (misurata grazie a vari indicatori) sia diminuita dappertutto nella comunità europea.

Gli antibiotici hanno un ruolo fondamentale nel trattamento delle infezioni batteriche. Con il tempo, il loro abuso o utilizzo sbagliato ha portato al fenomeno denominato antibiotico-resistenza: una minaccia alla salute pubblica, che si traduce in trattamenti inefficaci, aumento di costi per le cure mediche e della mortalità nei pazienti con infezioni antibiotico-resistenti. Informazione di qualità sul corretto uso di questo farmaci è una risorsa essenziale nella lotta all’antibiotico-resistenza – scrivono gli autori dello studio.

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Fonte: European Centre for Disease Prevention and Control 

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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