Il rosmarino aiuta la memoria. Shakespeare aveva ragione

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Rosmarino, valido alleato della memoria. L’aroma dell’olio essenziale infatti sarebbe in grado di migliorare la capacità di ricordare nelle persone al di sopra dei 65 anni. Anche Shakespeare lo sapeva già, non a caso la sua Ofelia in Amleto ne sottolinea questa capacità.

È quanto emerge da un nuovo studio condotto da Kauren Bussey, Lucy Moss e dal dottor Mark Moss della Northumbria University, che nei giorni scorsi hanno presentato la loro ricerca in occasione della conferenza annuale della British Psychological Society di Nottingham.

La Northumbria University aveva già indagato gli effetti del rosmarino sulla memoria. La ricerca di Bussey e Moss si è concentrata sulla memoria prospettica. Ciò comporta la capacità di ricordare gli eventi che si verificheranno in futuro e quelli necessari a svolgere alcune attività in particolari momenti.

Hanno preso parte allo studio 150 persone di età superiore ai 65 anni, suddivisi in tre camere: una senza profumazione, una profumata con olio alla lavanda e una con olio al rosmarino mettendone quattro gocce in un diffusore.

Una volta introdotti nelle camere, i volontari hanno svolto dei test per valutare le loro funzioni di memoria tra cui ricordarsi di trasmettere un messaggio in un determinato momento durante la procedura e lo svolgimento di compiti quando si è verificato un evento specifico. Queste attività rappresentano le due componenti della memoria prospettica: una definita “time-based”, ossia ricordarsi di fare qualcosa in determinato momento (ad esempio, guardare un programma TV) e un’altra “event-based”, ovvero ricordarsi di fare qualcosa dopo aver ricevuto uno stimolo ambientale (ad esempio spedire una lettera dopo aver visto una cassetta della posta).

I partecipanti hanno inoltre effettuato una valutazione del loro stato d’animo prima e dopo lo svolgimento dei test nelle stanze profumate o non profumate.

L’analisi dei risultati ha mostrato che l’aroma di rosmarino aveva significativamente migliorato la memoria prospettica rispetto alla camera priva di aroma. In termini di umore, inoltre, il rosmarino aumentava significativamente la soglia di attenzione, mentre la lavanda incrementava la calma e la contentezza rispetto alla stanza priva di odori.

“Questi risultati supportano la ricerca precedente che indica che l’aroma di olio essenziale di rosmarino può migliorare le funzioni cognitive negli adulti sani. Questa è la prima volta che effetti simili vengono dimostrati in persone sane over 65. Sono necessari ulteriori studi per comprendere i potenziali benefici di questi aromi per tutta la durata della vita” ha detto Lauren Bussey.

Oli essenziali, preziosi alleati da avere sempre con noi.

Francesca Mancuso

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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