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La pandemia di resistenza agli antibiotici sta facendo morire di polmonite sempre più bambini del Bangladesh

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Una vera e propria pandemia di resistenza agli antibiotici è in corso e potrebbe diffondersi in tutto il mondo

C’è un’altra emergenza sanitaria, da molto più tempo e decisamente più silenziosa di quella da coronavirus, che minaccia il mondo intero: è la resistenza agli antibiotici che limita la loro efficacia nella cura delle infezioni. Ora, un nuovo studio parla chiaro: la resistenza agli antibiotici è comune e spesso mortale tra i bambini con polmonite in Bangladesh.

A dirlo sono i ricercatori del Massachusetts General Hospital (MGH) e dell’International Center for Diarreal Disease Research (abbreviato come icddr,b), che in uno studio pubblicato sulla rivista Open Forum Infectious Diseases, hanno verificato come sempre più bambini piccoli con polmonite sono altamente resistenti al trattamento con gli antibiotici standard.

Nel nostro ospedale, decine di bambini sono morti di polmonite tra il 2014 e il 2017, nonostante avessero ricevuto gli antibiotici raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e un supporto respiratorio potenziato, dice Mohammod Jobayer Chisti, autore senior della ricerca.

La polmonite è un’infezione dei polmoni che fa sì che liquido e pus riempiano le sacche d’aria, producendo tosse, febbre, problemi di respirazione e altri sintomi. Senza un trattamento efficace, l’infezione può essere fatale. La polmonite è la causa più comune di morte nei bambini piccoli, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, causata per lo più da virus, ma anche da alcuni tipi di batteri. Negli Stati Uniti e in altri Paesi ad alto reddito, Staphylococcus (stafilococco), Streptococcus (streptococco) e Haemophilus influenzae sono le cause batteriche più comuni di polmonite, che di solito rispondono bene alla terapia antibiotica.

Tuttavia, quando Chisti e i suoi colleghi hanno esaminato le cartelle cliniche di oltre 4mila bambini di età inferiore ai cinque anni con polmonite e ricoverati tra il 2014 e il 2017, hanno scoperto che si stava verificando un tipo molto diverso di infezioni batteriche. Le solite infezioni da stafilococco e streptococco che comunemente causano la polmonite negli Stati Uniti e altrove erano relativamente rare. Tra i bambini che avevano una coltura positiva, i batteri gram-negativi erano responsabili del 77% delle infezioni, tra cui Pseudomonas, E. coli, Salmonella e Klebsiella.

È completamente diverso da quello a cui sono abituato nella mia pratica a Boston – afferma Jason Harris, co-primo autore dello studio e capo della divisione di Pediatric Global Health presso il Massachusetts General Hospital for Children. Sfortunatamente – aggiunge – i batteri gram-negativi che abbiamo visto in questi bambini sono noti per essere resistenti agli antibiotici.

Vale a dire: circa il 40% delle infezioni batteriche gram-negative in questo studio ha resistito al trattamento con antibiotici di prima e seconda linea che sono abitualmente usati per trattare la polmonite. Più allarmante è il fatto che i bambini che avevano infezioni batteriche resistenti agli antibiotici avevano 17 volte più probabilità di morire di altri senza infezioni batteriche.

Un risultato che – dicono i ricercatori – sono la chiara prova che le preoccupazioni di vecchia data che la resistenza agli antibiotici diventerà una minaccia mortale non sono più teoriche: il problema ha messo radici.

Questi bambini stanno già morendo a causa di batteri resistenti agli antibiotici, da quella che sarebbe un’infezione di routine in altre parti del mondo, afferma Harris. E questo è stato in un ospedale in Bangladesh. Estrapolando questi risultati in un Paese di 163 milioni di persone, e poi in una regione più ampia in cui sta emergendo la resistenza agli antibiotici, i numeri complessivi sono probabilmente enormi.

Ridurre i fattori che causano la resistenza agli antibiotici in Bangladesh è l’unica soluzione:

Per cominciare, gli antibiotici possono essere acquistati senza prescrizione medica nel paese e molte persone li usano per curare condizioni come dissenteria, raffreddore, tosse e febbre. L’uso improprio di antibiotici favorisce la diffusione di batteri che resistono ai farmaci, dice Tahmeed Ahmed, altro autore senior dello studio. Potremmo essere in grado di ridurre questa resistenza batterica emergente migliorando la gestione degli antibiotici, in particolare in ambito ambulatoriale.

Oltre a ciò, anche la mancanza di accesso all’acqua pulita e servizi igienici adeguati aiuta a diffondere batteri resistenti agli antibiotici.

Se questi e altri passi non dovessero essere fatti ora, è solo questione di tempo prima che il problema della mortale resistenza agli antibiotici si diffonda in tutto il mondo.

Fonte: Open Forum Infectious Diseases

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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