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Inquinamento e Alzheimer: migliorare la qualità dell’aria riduce il rischio, ora tre nuovi studi lo confermano

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Nuovi studi mostrano la relazione tra inquinamento atmosferico e aumento di vari tipi di demenze, riconfermando l’importanza di attuare politiche e azioni che puntino a mantenere una buona qualità dell’aria.

Ci sono diversi studi che dimostrano come la scarsa qualità dell’aria colpisca gravemente la nostra salute, ma per la prima volta ci sono risultati che provano come migliorando la qualità dell’aria – ovvero riducendo l’inquinamento atmosferico – migliori la funzione cognitiva dei cittadini e si riduca il rischio di vari tipi di demenza, in particolare modo per quanto riguarda il morbo di Alzheimer.

Questa è la principale conclusione emersa, dopo la presentazione di alcune ricerche, durante l’Alzheimer’s Association International Conference – AAIC, la più grande conferenza mondiale di ricercatori incentrata sull’Alzheimer e altre demenze, realizzata questa settimana sia in presenza a Denver negli Stati Uniti che virtualmente.

Tanto l’aumento dei livelli di inquinamento atmosferico quanto l’aumento dei casi di demenza sono delle minacce per la salute pubblica in tutto il mondo. In vari studi pubblicati negli ultimi anni gli esperti hanno collegato la qualità dell’aria con la cognizione, e ora i dati presentati all’AAIC 2021 evidenziano come gli inquinanti atmosferici possano influenzare la demenza e cosa potrebbe significare una loro riduzione per la salute del cervello a lungo termine.

La cosa eccitante è che ora stiamo osservando dei dati che mostrano come migliorare la qualità dell’aria può effettivamente ridurre il rischio di demenza. Questi dati dimostrano l’importanza delle politiche e dell’azione dei governi federali e locali e delle imprese, che affrontano la riduzione degli inquinanti atmosferici”, ha dichiarato Claire Sexton, DPhil, direttore dei programmi scientifici e della sensibilizzazione dell’Alzheimer’s Association.

Principali conclusioni

I responsabili dell’AAIC 2021 evidenziano i risultati di tre studi, condotti in diverse parti del mondo e con vari gruppi di popolazione, in cui si dimostra come gli inquinanti atmosferici possano influenzare la demenza e cosa potrebbe significare una loro riduzione per la salute del cervello a lungo termine.

Tra i risultati chiave ci sono:

  • La riduzione delle polveri sottili (PM2,5) e degli inquinanti correlati al traffico (NO2) per il 10% dello standard attuale dell’Environmental Protection Agency (EPA) nell’ambito di 10 anni è stata associata a riduzioni del 14% e del 26% del rischio di demenza e a un declino cognitivo più lento nelle donne statunitensi più anziane. Questi benefici si sono verificati nelle donne indipendentemente dalla loro età, livello di istruzione, dalla regione geografica in cui vivevano e dal fatto che avessero malattie cardiovascolari.
  • Nella popolazione studiata in Francia, la riduzione della concentrazione di PM 2,5 in 10 anni è stata associata ad una riduzione del 15% del rischio di avere un qualsiasi tipo di demenza, e per quanto riguarda l’Alzheimer del 17% per ogni microgrammo di inquinante per metro cubo di aria in meno nell’inquinamento atmosferico.
  • In una grande coorte (gruppo studiato per un tempo definito) negli Stati Uniti, l’esposizione a lungo termine agli inquinanti atmosferici è stata associata a livelli beta amiloidi più elevati nel sangue, mostrando una possibile connessione biologica tra la qualità dell’aria e i cambiamenti cerebrali fisici che definiscono il morbo di Alzheimer.

I nostri risultati suggeriscono che l’inquinamento atmosferico può essere un fattore importante nello sviluppo della demenza. Molti altri fattori che influenzano la demenza non possono essere modificati, ma la riduzione dell’esposizione all’inquinamento atmosferico può essere associata a un minor rischio di demenza. Sono necessarie ulteriori ricerche”, ha spiegato Christina Park, dottorando presso il Dipartimento di Epidemiologia dell’Università di Washington.

L’aumento dei livelli di inquinamento atmosferico e dei casi di demenza incidono direttamente sulla salute pubblica mondiale. Questa è l’ennesima conferma dell’assoluta necessità sia da parte delle istituzioni che dei privati, coinvolgendo anche i cittadini, di aumentare i loro sforzi per migliorare la qualità dell’aria, per il benessere e la salute della nostra società.

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FONTE: AAIC 2021

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Comunicatrice sociale specializzata in giornalismo ambientale e terzo settore, un master in Comunicazione Ambientale e uno in Innovazione Sociale. In greenMe ha trovato il suo habitat ideale.
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