Addio punti di sutura, dai ricercatori la ‘colla’ atossica e biodegradabile che non lascia cicatrici

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Atossica, flessibile e biodegradabile: una vera e propria colla a caldo promette di rivoluzionare il modo in cui si “chiudono” le ferite anche gravi. Un team di studiosi ha infatti messo a punto un super collante che, spalmato su una lesione, sarebbe in grado di richiuderla in modo perfetto, senza più bisogno degli antiestetici punti di sutura e senza lasciare cicatrici.

Loro sono i ricercatori israeliani del Technion–Israel Institute of Technology e hanno sviluppato una vera “pistola per colla a caldo” per far aderire i tessuti umani gravemente feriti.

Se attualmente le lesioni più gravi sono trattate con punti di sutura o graffette, che spesso presentano molti inconvenienti e per il paziente sono dolorosi, lasciano cicatrici e richiedono un’elevata abilità da parte del medico (e talvolta devono essere rimossi dopo la guarigione dei tessuti), questa colla medica, dicono i ricercatori, sarà in grado di produrre risultati medici e cosmetici nettamente migliori.

In realtà, nell’attuale pratica clinica già esistono sostanze adesive biochimiche usate nei pronto soccorso e nelle sale operatorie come suturanti, ma quelle attualmente disponibili sono limitate dalle loro stesse proprietà meccaniche e dalla loro tossicità. Anzi, poiché sono molto tossiche, possono essere utilizzate solo sulla superficie della pelle. Inoltre, l’indurimento della colla può rendere l’organo meno flessibile o l’adesione potrebbe non essere sufficientemente forte.

Tenendo a mente queste limitazioni, per il nuovo studio i ricercatori hanno a lungo cercato di sviluppare una colla adatta a diversi tessuti, un vero e proprio adesivo tissutale non tossico e flessibile anche dopo la solidificazione, capace anche di decomporsi nel corpo umano.

Come funzionerà? Si tratterà di fondere la colla e di spalmarla sul tessuto danneggiato con una sorta di pistola, che avrà riscaldato l’adesivo a una temperatura moderata – appena sopra quella del corpo – in modo da non provocare bruciature. Dopo l’applicazione, la colla si indurirà rapidamente e si decomporrà in poche settimane. La colla è adatta anche per le ferite degli organi interni ed è quattro volte più resistente degli adesivi esistenti utilizzati per questo scopo.

Ad essere utilizzato è basato su un policaprolattone (PCL o PLC), un polimero semicristallino sintetico biodegradabile, modificato con N-idrossi sintinico modificato biocompatibile a basso punto di fusione (star-PCL-NHS). Star-PCL-NHS è inserito in una pistola per colla e si scioglie con una pressione minima, spiegano i ricercatori. Viene schiacciato direttamente sulla ferita, dove si solidifica, legando saldamente entrambi i bordi della ferita.

Un metodo che, ne sono convinti gli studiosi israeliani, porterà allo sviluppo di dispositivi che ridurranno l’uso di punti e di graffette e accelereranno il processo di guarigione riducendo di molto anche le antiestetiche le cicatrici.

Leggi anche:

Germana Carillo

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Famas

Arriva la fibra di basalto per un isolamento performante

Terranova integratori

Come rafforzare il sistema immunitario prima dell’inverno

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Misura

“A Misura di verde”: al via il progetto che pianterà oltre 13mila alberi in Italia per combattere i cambiamenti climatici

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook