Quinta malattia
Cos'è la quinta malattia, quali sono i sintomi, l'incubazione e il contagio e come riconoscere l'esantema cutaneo

La quinta malattia, o eritema infettivo o megaloeritema epidemico, è una malattia infettiva causata dal parvovirus B19. Fa parte delle cosiddette “malattie esantematiche”, ma è la meno diffusa e la meno riconosciuta. Come morbillo, rosolia, varicella, pertosse e parotite, è una malattia più comune nell’età infantile e l’esantema tende a colpire soprattutto il volto. Ma quali sono i sintomi della quinta malattia? E quali sono i tempi di contagio e di decorso?

Si chiama quinta malattia perché le diverse malattie esantematiche sono state classificate in base all’ordine cronologico di scoperta e il megaloeritema è stato scoperto dopo il morbillo (il primo esantema descritto), la scarlattina, la rosolia e la scarlattinetta (o non a caso definita anche come la quarta malattia).

La malattia colpisce soprattutto tra i 5 ed i 15 anni e tende a diffondersi principalmente all'inizio della primavera e nel tardo inverno.

Cos’è la quinta malattia?

La quinta malattia è una patologia virale acuta causata da un virus scoperto negli anni ’70 del ‘900, il cosiddetto parvovirus B19 (il più piccolo DNA virus patogeno per la razza umana), della famiglia Parvoviridae, appartenente al genere Erythrovirus infettante con alta specificità l'uomo. Tuttavia, gli esperti ritengono che lo sviluppo dell'eritema infettivo non sia dovuto al virus ma sia conseguenza della normale risposta degli anticorpi nei confronti del parvovirus che comporterebbe la formazione e la deposizione di immunocomplessi nella cute e nelle articolazioni.

È in ogni caso una forma di eritema a carattere infettivo e acuto che si diffonde per lo più nei bambini e soprattutto nei mesi primaverili e in pieno inverno.

Le zone più colpite sono le guance, ma la malattia non tarda a diffondersi anche su braccia, gambe, tronco e natiche.

La quinta malattia rientra nella categoria delle malattie esantematiche (l’esantema è proprio un’eruzione cutanea di bolle, pustole o vescicole). Viene comunemente chiamata anche “malattia della guancia schiaffeggiata”, per la sua particole eruzione a farfalla proprio a livello delle guance.

quinta malattia rash

Una volta che un soggetto ha contratto la patologia non può più essere infettato, dal momento che la quinta malattia genera un’immunità permanente. Dopo la guarigione, quindi, non vi sarà più un’ulteriore infezione da parvovirus B19.

Quinta malattia sintomi e come riconoscerla

I segni e i sintomi della quinta malattia sono generalmente di lieve entità tranne rare eccezioni. A differenza delle altre malattie infettive infantili, la quinta malattia si rivela attraverso l’esantema senza essere anticipata da altri disturbi.
In genere esordisce con un eritema non necessariamente pruriginoso e rossore a livello delle guance, che appaiono gonfie e dolorose (eritema a farfalla). In rari casi si verifica anche una febbricola, con annessi dolori articolari, mal di testa e rinite.

L’eruzione poi si espande e raggiunge tronco, arti superiori ed inferiori, mentre i palmi delle mani e le piante dei piedi ne sono interessati solo raramente.

Ricapitolando, i sintomi della quinta malattia sono:

  • eritema localizzato alle guance, cui segue un’eruzione cutanea a livello di gambe e braccia
  • infiammazione di mani, polsi, caviglie, ginocchia, che può comparire prima o anche in concomitanza con l’esantema
  • febbricola e sintomi influenzali
  • enantema orale (macchioline rosee sotto al palato e sulla mucosa faringea)
  • adenopatie occipitali o latero-cervicali

L'eritema tende a svanire con gradualità, man mano che la malattia va evolvendosi. Più della metà dei pazienti affetti guarisce completamente in 5-8 giorni, per pochi sono generalmente necessarie tre settimane.

quinta malattia bebè
quinta malattia bebè 1

 

In buona sostanza, quindi, si può dire che la quinta malattia si riconosce così:

  • nella prima fase si sviluppano chiazze rosse e calde uniformemente sulle guance, come se fossero state schiaffeggiate (slapped-cheek)
  • nella seconda fase le macchie si caratterizzano per un aspetto “a ghirlanda”, con centro chiaro e alone rosa leggermente rilevato. L’esantema poi si estende a braccia, tronco, gambe e natiche e guarisce nel giro di dieci giorni circa
  • ci può essere poi una terza fase, che può durare da 3 giorni a 3 settimane, con possibili remissioni e riaccensioni che si manifestano se non ci si sta a riposo, se ci si espone al sole, se si fa il bagno in acqua calda o se intervengono fattori emotivi.

Infine, nella forma infantile si risolve spontaneamente, mentre negli adulti, nei soggetti immunocompromessi, nei pazienti anemici o nelle donne in stato di gravidanza il decorso può essere più complicato.

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Quinta malattia incubazione e decorso

La malattia ha un periodo di incubazione che va dai 4 ai 20 giorni, durante il quale i virus entrano in circolo e vengono eliminati in grande quantità attraverso le vie respiratorie inglobati in goccioline.

Il periodo di contagiosità dura circa una settimana e coincide con la fase dei sintomi che precedono il quadro clinico definitivo. Per questo, alla comparsa delle manifestazioni cutanee vere e proprie è già praticamente terminata la contagiosità ed è già in atto la risposta immunitaria.
Se presenti, i dolori articolari e muscolari vanno via solitamente in 2/4 settimane e in, condizioni normali, tutta la sintomatologia si risolve spontaneamente senza un trattamento specifico.

quinta malattia bebè 3
 

Quinta malattia cure

In genere la malattia ha il suo naturale decorso senza necessità di ricorrere a terapie mirate. Solo in caso di febbre, il medico potrebbe somministrare degli antipiretici.

Se la quinta malattia dovesse essere accompagnata da prurito – cosa rara – potrebbero essere prescritti degli antistaminici, ma per alleviare il prurito nei bimbi potrebbero essere utili anche altri rimedi come:

Infine, si ricorda che durante e subito dopo la malattia non bisogna esporsi al sole né fare bagni troppo caldi.

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Quinta malattia complicazioni

Nei bambini nella maggioranza dei casi, la malattia passa senza lasciare conseguenze. Negli adolescenti e negli adulti, invece, può raramente causare artriti o dolori articolari risolvibili in un periodo di tempo relativamente breve.

Nel caso di una gravidanza, il virus PV-B19 potrebbe avere la capacità di attraversare la placenta e trasmettersi dalla madre al feto, con effetti citotossici sui globuli rossi fetali. Per questo, a carico del feto, si potrebbe così avere anemia, cardiopatia congestizia, idrope fetale, morte intrauterina.

Germana Carillo

Fonte foto: Health Wall 

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