cuore vicini di casa

In passato i rapporti con i vicini di casa erano fondamentali, ci si conosceva, ci si aiutava prestando qualche attrezzo o alimento di cui si era momentaneamente sprovvisti, si prendeva un caffè insieme, si chiacchierava. Oggi tutto questo, soprattutto nelle grandi città tende a scomparire e a risentirne potrebbe essere non solo la nostra socialità ma anche il nostro cuore!

Secondo quanto afferma uno studio effettuato su un campione molto ampio, avere buoni rapporti di vicinato consentirebbe al cuore di rimanere più in salute tanto da ridurre il rischio di soffrire di attacchi cardiaci.

Questi i risultati di una ricerca pubblicata sul Journal of Epidemiology e Community Health ed effettuata dall’Università del Michigan. Un team di scienziati ha analizzato i dati che riguardavano oltre 5000 persone over 50 (la media era circa 70 anni e la maggior parte del campione erano donne) monitorate per un periodo di 4 anni e con un passato esente da problematiche cardiovascolari.

Ogni partecipante aveva compilato un questionario relativo alla sua soddisfazione rispetto alla vita di quartiere in cui doveva indicare anche i rapporti con il proprio vicinato, valutando il grado di fiducia che aveva nei confronti delle persone con cui condivideva gli spazi comuni. Durante il lasso di tempo preso in esame 148 persone avevano avuto un attacco di cuore. Si è notato così che le persone che avevano dichiarato di avere buoni rapporti con i vicini mostravano un 67% in meno di possibilità di avere un attacco cardiaco.

Difficile capire i meccanismi di questo fenomeno. I ricercatori comunque sono convinti che: “Avere buoni vicini e la sensazione di contatto con gli altri nella comunità locale può aiutare a limitare il rischio di attacco di cuore di un individuo”. Ciò, tra le altre ipotesi, potrebbe essere dovuto al fatto che la coesione con il proprio vicinato è in grado di incoraggiare attività fisiche come ad esempio quella di camminare insieme.

Non si tratta ovviamente di conclusioni definitive ma, visto quanto ha notato il team, “se la ricerca futura replica questi risultati, potrebbero essere giustificati approcci alla sanità pubblica più a livello di quartiere che aiutino la coesione sociale”. In effetti a rifletterci un attimo potrebbe non sembrare poi così strano che l’ambiente che ci circonda (e quindi anche le persone che lo compongono) possano influenzare positivamente o meno la nostra salute.

Francesca Biagioli

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