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In UK finisce anche il milkshake di McDonald’s, colpa della crisi di lavoratori e trasportatori

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In UK mancano soprattutto autotrasportatori a causa dell’uscita del Paese dall’Unione europea. A risentirne è l’industria della lavorazione della carne, ma ci sono problemi anche nel settore delle consegne e nella ristorazione

È ancora l’unione fatale tra Brexit e pandemia a mettere alla porta questa volta i famosi milkshake di Mc Donald’s. Dopo il pollo di Nando’s e di KFC, è la volta del cremoso dessert del colosso americano.

Che le catene di fast food siano sull’orlo di una crisi di nervi ce ne faremo una ragione, ma intanto resta la nodosa e delicata questione della manodopera: i problemi di approvvigionamento sono legati proprio alla carenza di camionisti, molti dei quali sono stati costretti a lasciare il Paese dopo la separazione dalla Unione europea.

E così, anche McDonald’s ha esaurito le sue scorte, dicendo addio almeno per il momento ai milkshake e ad alcune bevande in bottiglia nei suoi 1250 punti vendita di Inghilterra, Galles e Scozia.

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A darne dà notizia è la BBC. In un comunicato, la catena di fast food ha affermato di “essere al lavoro col massimo impegno” per risolvere l’impasse nella sua rete di consegne.

Dai trasportatori ai braccianti, questo è un problema che riguarda ormai molti settori dell’economia britannica e, oltre alla regolamentazione introdotta dopo l’uscita del Regno dall’Ue e la partenza dal Paese di tantissimi camionisti, anche restrizioni causate dalla pandemia e soprattutto dall’obbligo di auto-isolamento hanno fatto la loro rovinosa parte.

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Fonte: BBC

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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